Ecco il primo argomento del 2014: l’arrivo di un figlio. Proprio di questo abbiamo parlato nella rubrica “Noi Mamme” del 1 gennaio.

Di quanto può essere meraviglioso, destabilizzante, spaventosamente emozionante accogliere un neonato in casa. Insomma, un tornado di emozioni che investono totalmente i genitori. E non poteva che essere il tema più sentito in questo periodo della mia vita, incinta al settimo mese. Mentre Mattia scalcia nella pancia, mi ritrovo in studio con Adriana Volpe a rispondere a tutti i dubbi e paure dei futuri o neogenitori.

Tutti mi dicono “Per te sarà una passeggiata, tu sai tutto sui bambini”, e invece non immaginano che proprio “noi del mestiere” siamo le mamme più in difficoltà: conoscere la teoria e non riuscire a metterla in pratica con i nostri figli è molto frustrante. Con Gaia (la mia primogenita) ci ho messo quasi un anno ad accettare che il coinvolgimento che avevo con lei avrebbe annebbiato tutte le mie conoscenze. Non riuscivo infatti a gestire la situazione con semplicità come mi capita con i figli degli altri, con i quali tutto risulta semplice e chiaro: con lei avevo mille dubbi paure e senso di inadeguatezza, poi ho deciso di abbandonarmi al mio ruolo di mamma, spogliandomi di quello di “Tata”, e così tutto ha avuto un senso. Finalmente anche io facevo parte del gruppo delle mamme preoccupate di non essere all’altezza di quell’essere meraviglioso che è il proprio bambino, ma innamorate di lui come mai nella vita.

Ora che sono una mamma con cinque anni di esperienza accumulata, posso dire che… poco è cambiato. Gaia rimane la mia bambina e io la sua mamma, qualche volta un po’ impreparata. Tutta la sicurezza che ho sul lavoro mi abbandona appena varco la soglia di casa, ma è splendido così, perché altrimenti non riuscirei a godermela a pieno, lasciandomi andare a tutte le emozioni che solo lei sa trasmettermi.

Ok, riprendo il ruolo di “Tata Simona” e dico a tutti i genitori che mi hanno scritto che la nascita di un figlio comporta di sicuro un gran cambiamento nella vita familiare e personale. Il consiglio migliore che mi sento di dare è di abbandonarsi totalmente al neonato e alle sue esigenze nelle prime settimane, senza pretendere molto da se stessi. Solo così si avrà la possibilità di conoscere il bambino e di aiutarlo ad adattarsi alla vita. Dopodiché, gradualmente, è importante riprendere in mano la situazione fino a trovare il giusto equilibrio tra le esigenze del bambino e le abitudini della famiglia, riprendendo un’autonomia persa, ma indispensabile per ritrovare l’essere donna e uomo, oltre che mamma e papà. Questo non vuol dire che tutto tornerà alla normalità in qualche settimana, ma sarà un percorso di crescita che coinvolgerà tutti i componenti della famiglia e, se avrete la giusta dose di complicità e collaborazione, se non avrete paura di delegare quando siete sfiniti, se vi convincerete che essere genitori è un compito alcune volte difficile, ma meraviglioso e possibile per chiunque lo voglia, raggiungerete grandi traguardi e i vostri figli saranno dei bambini molto fortunati. Se siete ancora in dolce attesa, non affannatevi a cercare di trovare il manuale giusto per il genitore perfetto, progettate con il vostro compagno un percorso che inizia dal concepimento e coinvolge entrambi nella stessa intensità, sentitevi uniti più che mai e questo sarà il vostro punto di forza.