Gravidanza: bere o non bere durante questo momento unico nella vita di una donna?

La gravidanza per una donna rappresenta un momento unico che si concretizza con il miracolo della vita che cresce mese dopo mese, come testimoniano gli inevitabili cambiamenti del corpo, l’entrata in gioco di certi ormoni e alla fine… la voglia ‘pazza’ di conoscere il frutto del proprio amore!

Quando una donna cerca un figlio si deve preparare adeguatamente, perché conoscere è sapere e solo così sarà in grado di affrontare serenamente il concepimento e la maternità. Non tutte, però, sanno che è importante sottoporsi prima a una visita ginecologica che comprenderà un’ecografia, l’anamnesi personale e famigliare e la prescrizione di esami come l’emocromo, la glicemia, il test della rosolia con l’eventuale vaccino,… .
Almeno un mese prima del concepimento e per tutto il primo trimestre di gestazione tutte le donne dovrebbero assumere un integratore importante che è l’acido folico per prevenire malformazioni a carico del tubo neurale, come la spina bifida. È consigliabile fare anche un pap test e un tampone vaginale per escludere, soprattutto dopo i 35 anni, patologie alla cervice uterina. Giocare d’anticipo, andando anche dal dentista per un controllo e curare le eventuali carie. Quanto all’attività fisica è un errore pensare che sia controindicata  (ovviamente escludendo sport estremi).

Un aspetto molto importante da non sottovalutare in gravidanza è l’alcol!

Si può bere qualche goccetto di vino o birra?

La risposta che più frequentemente viene data è “sì, ma con moderazione!” Tuttavia la risposta corretta è NO! Dietro al ‘no’ non si deve leggere un periodo di austerità e tristezza, come se la gravidanza fosse solo privazioni e fatica. Occorre pensare, prima di tutto, che nel corpo di una donna si sta formando una vita, che come tale deve essere rispettata e preservata. Inoltre, al di là delle oggettive fatiche, poter avere un bambino è un vero e proprio dono. Pertanto quello che per una donna non incinta rappresenta un sacrificio, per una futura mamma non può essere una faticosa rinuncia, ma un incentivo a non bere, considerando che si tratta di un periodo limitato nel tempo. Va inoltre precisato che è opportuno non assumere alcolici anche nella fase del concepimento.

Conferenza "Se Aspetti un bambino l'alcol può attendere!"

Proprio sul tema dell’alcol in gravidanza è stata lanciata la campagna, arrivata alla quarta edizione, “Se aspetti un bambino l’alcol può attendere”, promossa da SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) e AssoBirra. La campagna ha lo scopo di sensibilizzare le donne sui rischi legati al consumo di alcol durante il periodo della gravidanza e su come prevenirli efficacemente. Infatti, se è vero che l’attenzione al consumo di alcol in gravidanza negli ultimi anni è cresciuta, è pur vero che non c’è ancora abbastanza consapevolezza su questo tema. Il 15 Novembre si è tenuto un workshop dedicato al tema a cui sono intervenuti specialisti, blogger e soprattutto mamme, con la partecipazione di Federica Fontana.

Conferenza "Se Aspetti un bambino l'alcol può attendere!"

Conferenza "Se Aspetti un bambino l'alcol può attendere!"

“Anche se oggi, rispetto al passato, il problema delle patologie fetali legate al consumo di alcolici in gravidanza è più conosciuto, siamo consapevoli di quanto sia determinante continuare a diffondere questa informazione a tutte le donne e attuare tutte le strategie di comunicazione al passo con i tempi 2.0 che stiamo vivendo, perché il messaggio arrivi in maniera efficace al fine di perseguire l’obiettivo di azzerare il rischio di patologie fetali alcol-correlate nei nuovi nati. questa la nostra sfida”, dichiara il Prof. Giovanni Scambia, Presidente SIGO.

Conferenza "Se Aspetti un bambino l'alcol può attendere!"

Perché anche assumere una quantità  limitata di alcol (il classico ½ bicchiere di vino o la più leggera birretta) non va bene?

Senza creare allarmismi, proviamo a spiegare che cosa succede: l’alcol assunto dalla mamma attraversa facilmente la placenta arrivando al feto nella stessa quantità. Il feto non è in grado di metabolizzarlo non possedendo gli enzimi necessari e può, quindi, subire effetti dannosi. Se è scientificamente provato che un abuso di alcol in gravidanza è connesso allo spettro di patologie fetali alcol-correlate in maniera direttamente proporzionale alla frequenza e alla quantità di alcol consumata, non esiste evidenza scientifica che dimostri l’esistenza di una soglia minima considerata “sicura”.

Conferenza "Se Aspetti un bambino l'alcol può attendere!"

La prevenzione è la tattica migliore da seguire e questo vale anche durante l’allattamento, perché l’alcol assunto passa nel latte nuocendo al bebè che non ha ancora sviluppato gli enzimi necessari. Cose basilari da sapere: niente cioccolatini, dolciumi o prodotti alimentari contenti alcol.

Come informarsi in modo adeguato? Con il classico passaparola fra donne a condizione che sia frutto di una corretta informazione; consultando il proprio medico, documentandosi in rete sapendo però filtrare le notizie.

Per maggiori informazioni, consigliamo di visitare i diversi siti promossi dalla campagna (il sito internet dedicato www.seaspettiunbambino.it; il sito www.sigo.it e i canali social con #semiaspettinonbere).