Mercoledì 22 gennaio a “Fatti Vostri”, nella rubrica “Noi mamme”, abbiamo parlato di aggressività e rabbia.

Molto spesso ho accolto in consulenza genitori preoccupati perché ritenevano il loro bambino aggressivo o addirittura violento e, nella maggior parte dei casi, dopo un confronto approfondito, ho potuto appurare e rassicurarli del fatto che il loro bambino doveva solo imparare a gestire le sue emozioni, in particolar modo la rabbia. Abbiamo spesso ripetuto che tanto più un bambino è piccolo tanto meno ha esperienza del mondo e di se stesso, e quindi non possiamo dare per scontato nulla: dobbiamo supportarlo ed educarlo anche nella gestione degli stravolgimenti emotivi che creano in lui confusione e disorientamento.

La rabbia è un sentimento difficile da esprimere per un esserino molto piccolo e con poche esperienze, ma è bene permettere al bambino di esternare le sue emozioni, altrimenti non imparerà mai a riconoscerle e a gestirle. Immaginate cosa succede ad una persona arrabbiata: il battito cardiaco accelera improvvisamente, la temperatura corporea aumenta e, all’improvviso, si avverte un’energia che non si sa bene come sfogare. Ovviamente un adulto tutto questo lo giustifica come una reazione ad un evento che lo ha fatto innervosire, per i bambini invece sono sensazioni inspiegabili e improvvise che lo infastidiscono e spesso lo spaventano; il compito dei genitori è quello di accogliere l’emozione del bambino e di spiegargli che non è sbagliato essere arrabbiato, che lo comprende e che insieme troveranno una soluzione.

Ma come gestire i comportamenti che derivano dalla rabbia? Uno strumento è il contenimento fisico, perché è importante per il bambino sapere che qualcuno si occupa delle sue emozioni. Sentirsi accolto nelle sue esigenze lo fa sentire sicuro. Poi, con voce calma e tranquilla, si può cercare di spiegare cosa sta succedendo dando un nome all’emozione e consigliando un metodo per sfogare la rabbia, oppure un compromesso per risolvere un conflitto con un amico e con un genitore. Non dimenticatevi mai di mettervi nei panni dei vostri bambini e di pensare come se aveste la loro età e la loro esperienza, immaginate sempre che le vostre priorità sono totalmente diverse dalle loro.

E i capricci? I bambini spesso hanno bisogno di esprimere il loro dissenso e, non avendo gli strumenti per farlo come un adulto attraverso la negoziazione, si esprimono con forza. Per far comprendere che non sempre vince il più forte, è importante che i genitori impongano delle regole ben chiare e definite. Solo in questo modo i bambini imparano il senso del limite che, oltre a esprimere la differenza tra giusto e sbagliato, permette ai piccoli di sentirsi protetti e sicuri, ma soprattutto rende loro chiaro lo “spazio” attraverso il quale possono muoversi. E’ importante dunque che mamma e papà definiscano di comune accordo poche regole, ma ben definite, chiare e indiscutibili. Per tutto il resto ben venga il compromesso e la negoziazione: in questo modo i bambini apprendono che ad ogni azione corrisponde una reazione e che, attraverso il dialogo, possono esprimere ciò che ritengono giusto.