Chi di noi non ha avuto un sussulto nel sentire gli ultimi episodi che ci hanno raccontato un dramma, un evento per molti di noi incomprensibili, shock dal quale certamente un genitore non si riavrà mai completamente…eppure è successo in questi anni più di una volta: un genitore che nel caos della routine quotidiana dimentica il proprio bimbo in auto e che se ne ricorda troppo tardi, tardi per salvare suo figlio …e se stesso. Una tragedia incredibile che personalmente non mi sento di giudicare, un incubo talmente orribile (che si può solo tentare di  immaginare) per il genitore che ne è protagonista, per il povero bimbo  e per l’altro genitore.  Non posso pensare che un essere umano possa voler riservare a una piccola creatura, la sua, una fine così atroce e per questo non giudico e mi dico: può succedere a chiunque?

Gli psicologi li chiamano “blackout della memoria”, dei falsi ricordi, un meccanismo del nostro cervello che sconnette la coscienza e porta a fare le cose in automatico. Un blackout che ci proietta sul futuro e ci fa dimenticare il presente.

Da più parti si sente il bisogno di eliminare  queste tragedie, queste morti assurde – proprio  di questo ultimo periodo proposte e buone intenzioni oltre ad appelli per  l’applicazione di dispositivi sonori collegati ai sedili posteriori o ai seggiolini che segnalino la presenza di una persona nell’abitacolo.

macchina

Appelli sono stati lanciati anche da Andrea Albanese, il padre che ha dimenticato Luca, 2 anni, dentro l’auto vicino all’ufficio nel Piacentino pochi mesi fa; nelle due settimane in cui è stato ricoverato all’ospedale sotto psicofarmaci a causa del grande shock ha aperto una pagina Facebook ‘Mai piu’ morti come Lucà’ e intende raccogliere adesioni ad una proposta di legge che prevede l’installazione obbligatoria di un dispositivo in grado di rilevare la presenza di altre persone una volta sceso il conducente.

Anche negli Stati Uniti si studiano dispositivi salva-vita, anche per loro i casi registrati arrivano a numeri considerevoli: nel 2010 sono stati 49 i casi di questo tipo, nel 2011 33 e lo scorso anno 32. Quest’anno la società ‘First Years’ ha proposto un sedile per auto con un sensore decisamente innovativo che pare diventerà standard come le altre attrezzature per il trasporto dei bimbi in auto.

Tutte le associazioni che si occupano di sicurezza dei bambini – come European Child Safety Alliance e Safe Kids Worldwide – suggeriscono una serie di misure per cercare di ridurre il rischio di dimenticare un bambino in macchina:

  • mettere sempre la borsa del cambio (o i giochi) bene in vista sul sedile anteriore, a segnalare e ricordare la presenza del bambino sul sedile posteriore.
  • tenere invece oggetti personali d’uso frequente – come il telefonino, la borsa o il portafogli – vicino al bambino per tutto il tempo del viaggio.

Qualsiasi passante che noti un bambino solo in macchina è bene che chiami immediatamente il 112 –  il numero unico per le emergenze in tutti i paesi dell’Unione europea.