A Natale i bambini sono ancora più meravigliosi. Più straordinari. Lo so cosa state pensando, che ormai il Natale è diventata una festa fastidiosa. Che inquina tutto il mese di dicembre.

Ci siamo passati tutti: oltre al solito carico di lavori vari, si aggiungono faccende allucinanti. Prima di tutto la preparazione dell’albero con manutenzione annessa, che praticamente dovresti pagare un giardiniere, anche se ce l’hai finto, per arginare l’abnorme perdita di aghi che in poche ore invade tutta la casa. Se hai bambini piccoli, c’è pure il problema che se li mangiano se non si sta attenti, senza contare il sistema di sicurezza che bisogna imbastire per evitare che provino ad abbatterli o, peggio ancora, ad arrampicarsi per andare a prendere quelle fantastiche e ipnotizzanti palline, lucine e cazzate varie che sembrano messe lì apposta come esche. I più sfortunati si dilettano anche col presepe, un irresistibile richiamo per ingoiare pecorelle ed erbette varie; e se non le ingoiano bisogna affrontare l’impresa impossibile che, sì, sono pupazzetti come i Lego e i Playmobil e tutti gli altri tuoi giochi, e, sì, c’è una casetta con il bue e l’asinello proprio come la fattoria con cui ti ho rotto le palle per mesi per insegnarti i versi degli animali, ma no, questo qui non è un giocattolo, è una cosa seria e non lo puoi toccare.

Poi c’è da far scrivere la letterina per Babbo Natale. Quello è il meno. Il lavoro difficile è arginare le richieste e poi riuscire a smistarle ai parenti che già da ottobre ti chiedono ogni settimana cosa devono regalare ai bambini.

In questo caso la tecnologia aiuta. Io faccio una wishlist su Amazon col nome del figlio e mando a tutti una mail col link. E per i regali agli altri faccio lo stesso: addio file nei negozi e stress, con una decina di clic mi trovo tutto spedito a casa nel giro di una settimana. E’ tanto pratico, ma addio magia del Natale. D’altronde, per sopravvivere, si deve sacrificare qualcosa. Poi c’è il problema dei regali: siccome Babbo Natale arriva solo il 25, mica li puoi mettere sotto l’albero. No, devi nasconderli. Praticamente conviene affittare un box solo per tutti i pacchettini da tenere nascosti e poi chiamare un bel Grillo Traslochi per darti una mano la notte del 24, che, appena i bambini dormono (sempre troppo tardi), bisogna posizionare i doni, così al mattino (sempre troppo presto) trovano tutto sotto l’albero.

Insomma addio magia del Natale? No, perché quella favolosa fiaba dell’omone vestito di rosso, che, in una notte, porta doni a tutti i bambini volando su una slitta trainata dalle renne, alimenta la fantasia in modo potente. E, proprio grazie ai bambini, la magia del Natale non solo resiste, ma viene sempre rilanciata in modo nuovo e sorprendente.

Settimana scorsa, per esempio, passeggiavo con mio figlio Marco, 5 anni, e così, tanto per chiacchierare su un argomento, gli ho lanciato una provocazione:

«Babbo Natale porta un sacco di regali a tutti i bambini, ma a lui nessuno fa un dono? Perché non gliene facciamo uno noi?»

«Bell’idea papà, ma cosa?»

«Non lo so, tu che dici?»

«Una macchina?»

«Ma lui ha le renne magiche, che se ne fa della macchina? Un rasoio per farsi la barba?»

«Manno, a me piace con la barba!»

«Un bastone che magari è vecchio e stanco?»

«Io l’ho visto ne Le 5 leggende ed è un guerriero, non se ne fa niente di un bastone!!»

«Allora un coltello da caccia, così quando ha fame va a cacciare»

«No, papà, lui è amico degli animali, porta i doni anche a loro»

«Non lo sapevo. E allora?»

«Una macchina per costruire i giocattoli?»

«Bello, ma io non so dove si comprano. Mi sa che dobbiamo pensare a qualcosa d’altro»

«Una bussola? Così se si perde ritrova la strada per portare i doni ai bambini»

«Sì, questa è una bella idea Marco, prendiamogli una bussola!»

«Ma dobbiamo prendergli una bussola da grandi, non una bussola giocattolo»

«Ok, a Babbo Natale regaliamo una bussola da grandi. Vedrai, sarà contento»

E così siamo andati a comprare un regalo per Babbo Natale, ce lo siamo fatti incartare col fiocco e abbiamo fatto per tornare a casa con l’intenzione di posizionare il dono sotto l’albero con un bel bigliettino.

Sulla strada del ritorno siamo passati davanti a un povero barbone mezzo addormentato sul lato della strada e ce lo siamo lasciati alle spalle. Marco però a un certo punto si è fermato.

«Papà, ma quel signore lì non ha freddo?»

«Credo proprio di sì. Di notte si troverà qualche rifugio più caldo»

«Perché non gliela regaliamo a lui la bussola, così magari trova la strada di casa?»

«E Babbo Natale?»

«Fa niente»

E così, alla fine, Marco ha regalato una bussola a un barbone. E potete credere che sia stato inutile, un regalo buttato via. Che i pini decorati sono una rottura di scatole, che l’affanno per i regali sia solo stressante, che Babbo Natale non esiste. Ma la magia del Natale e dei bambini è proprio questa: potete scegliere, infatti, di credere che Marco abbia aiutato un uomo che si era perso a ritrovare la strada di casa. Il più bel regalo che si possa fare è credere nelle fiabe che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni. Anche per Babbo Natale.