I castelli esercitano un fascino estremo sugli adulti, in particolare sulle donne e gli uomini che sentono di avere nel cuore qualcosa di Reale. Figurarsi il fascino che esercitano sui bambini che, in base all’età e al sesso, saranno interessati alle storie di regine, re, maghi e sortilegi, oppure battaglie antiche, cavalieri, segrete e passaggi segreti. A Ceccano, in uno dei castelli del Paese, c’è un po’ di tutti gli ingredienti per trascorrere una giornata all’insegna della magia!

L’idea di vedere Ceccano è nata per caso, mentre cercavano un posto per trascorrere la mattina, prima di gustare la partita di rugby della squadra della nostra città che giocava in trasferta.

Il nome antico

E così abbiamo scoperto che il nome originale della città, quello antico, era proprio Fabrateria Vetus, città volsca, già esistente nel 330 a.C., situata lungo le rive del fiume Sacco, denominato dai Romani Trerus o Tolerus. È stato spiegato ai bambini che gli antichi parlavano una lingua diversa dalla nostra, che era molto simile ma tutta fatta di desinenze strane (ci siamo anche avventurati in una rievocazione maccheronica del latino, ma sembravano Asterix e Obelix più che antichi romani!), e abbiamo iniziato a immaginare cosa mangiassero e cosa vedessero di lassù gli uomini di una volta.

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Il panorama

La prima cosa che abbiamo fatto entrati al Castello dei Conti de Ceccano è stato gustarci un bel panorama. Un po’ umida l’aria, ma con quella nebbia all’orizzonte e un po’ di pioggerella l’atmosfera si è creata in un batter d’occhio.

castello ceccano

Una storia di ricostruzioni

All’ingresso è possibile passare in rassegna tutta la storia architettonica del Castello, che parla delle tre ricostruzioni successive, quelle che hanno fatto sparire anche i caratteristici merli gotici. La scomparsa dei merli è stata difficile da digerire per i bambini, che si sono visti negare un aspetto caratteristico dei castelli che trovano spesso sui libri. Ma la magia non è stata interrotta, perché il Castello dei Conti de Ceccano di cose da raccontare ne ha parecchie.

castello ceccano dettaglio

Un carcere fino al 1973

Per esempio la storia del detenuto ciociaro sordomuto che si riteneva innocente, nonostante fosse stato relegato alle celle più basse del penitenziario, quelle associate all’infermo per mancanza d’aria, per l’eccesso di umidità e per l’assenza di luce. Lui è Nicola Spaziani e nel 1899 ha fatto questa iscrizione triste sulla parete di una cella.

castello ceccano parete

Il calendario a mura e gli altri affreschi

Proseguendo nel nostro viaggio all’interno del Castello, guidati da Gianluca, la nostra paziente guida, sempre disponibile a rispondere a tutte le domande dei bambini, abbiamo visto il calendario a muro, scoprendo che il conto dei mesi si teneva associando ognuno di essi all’attività prevalente (per esempio gennaio, con l’uomo che si riscalda i piedi davanti al fuoco) e segnando i giorni a parte.
Molto interessanti anche gli affreschi del Cristo crocifisso con gli occhi aperti, emblematico dell’arte pittorica del basso Lazio.

castello ceccano affreschi

La torre, le feritoie e gli stratagemmi per sconfiggere i nemici

La torre più alta ci ha segnato perché il panorama da lì era stupendo, e sapere che per anni questo posto è stato trascurato fino a quando l’amministrazione non ha deciso di acquistarlo in un’asta pubblica, ci dà da pensare sulla poca attenzione che riserviamo alla storia.

I bambini sono stati affascinati dalle feritoie, quelle da cui si scagliavano le frecce, evitando di essere colpiti dai dardi esterni. E sono stati colpiti anche dal fatto che prima non esistevano scale, se non quelle di legno, appese alle finestre, di modo che, se i nemici arrivavano nel castello, si tiravano su e ci si barricava dentro pronti alla battaglia.

castello ceccano vista

Michele si era portato una pistola giocattolo per vedere come si poteva sparare da quell’altezza, e scoprire che prima delle pistole c’erano gli archi lo ha positivamente infastidito.

Un giro veloce e semplice, ricco di spunti per storie da raccontare ai bambini, ben guidato dal nostro volontario. Una gita che merita attenzione, che in inverno può essere programmata nel fine settimana.

Il centro storico di Ceccano presenta anche diversi spazi adatti alla pausa pranzo. Noi ci siamo divertiti nella villa comunale, che in periodo fascista era usata per i bagni solari dei meno abbienti. Noi che siamo di quelli che amano i viaggi low cost ci siamo sentiti subito a nostro agio, non avendo pagato la visita gratuita al castello e potendo giocare liberamente al parchetto con le nostre pizze e rustici fatti in casa, per rendere tutto più a portata di famiglia!

castello ceccano parco

Unica nota: se vi muovete con carrozzini o carrozzine, sappiate che c’è un parcheggio a ridosso dell’ingresso al castello. Ma se lasciate la macchina ai piedi del centro storico, con un po’ di fatica, potete andare fino in cima senza incontrare barriere!