Lui e lei, tempi di spending review, l’economia si mescola con il romanticismo e sul quotidiano britannico The Guardian spopola un articolo che pare affascinare lui e anche lei: al ristorante chi paga il conto? Leggo divertita, poi incontro una mia amica.

«Esco con un ragazzo, uno carino, mi piace ma non lo vedrò più» «Perché?» «Non mi ha offerto nemmeno un caffè, un aperitivo, nulla. Non dico una cena, ma almeno il gesto. Invece niente». Io fin da subito concordo pienamente. È una vergogna. Sul Guardian, qui e anche qui spopolano i commenti. Mi schiero con la corrente: «Chi invita, paga il conto». Di regola se è il primo appuntamento, tutti concordano: il lui che non paga è da eliminare. Ci sono certo anche le donne che dicono di voler pagare a qualunque costo, disposte anche a fingere di andare in bagno per anticipare i loro accompagnatori alla cassa.

Credo da sempre in un principio che sta tutto in questa semplice frase, postata dall’anonimo ma saggio «Paolo»: «Squaw incipria il naso, guerriero paga conto, augh!». E qui interviene l’economia. Sulle donne incombono una lista infinita di spese di cui un uomo, nella stragrande maggioranza dei casi, ignora completamente anche solo l’esistenza. Ognuna di voi, può agevolmente calcolare il costo di un primo appuntamento con un ragazzo interessante. E se questo non dovesse ancora bastare, ricordatevi che l’industria dei cosmetici, della cura del corpo tutta, poggia su di voi. Milioni di posti di lavoro. E tu, uomo, non vuoi nemmeno dare cinque euro al quel grazioso omino con l’Ape che vive vendendo semplici ma deliziosi mazzi di tulipani rosa e gialli?

Curiosando in rete sul tema, cercando di rintracciare l’articolo del Guardian che non trovo più, mi sono imbattuta in questo a dir la verità bizzarro sito che ti chiede mail e password per poter scaricare gratis tre video di lezioni su come conquistare un uomo. Evito l’iscrizione, ma vorrei condividere con voi la secca conclusione.

«Al principio lascia che sia lui a pagare la cena. Dopo un po’ di tempo che uscite assieme, puoi ricambiare, ma non proporre di pagare il conto a metà per uno o che ciascuno si paghi la propria consumazione. Quando un uomo è davvero pazzo di te non si preoccupa del conto. Se ti adora, non pensa più ai contanti ma pensa al modo di conquistarti. Se non ha grandi disponibilità, suggerisci un locale meno costoso, oppure andate a visitare un museo, o a fare una gita in bicicletta. Se ti chiede di dividere il conto in uno dei primi appuntamenti, non uscire mai più con lui. Non è una questione di soldi, è che ha dimostrato che non gli interessava fare colpo su di te. Nel momento in cui lui ha detto: “come ci regoliamo?” tutta la magia della serata si è spenta. Non è una questione di soldi, ma un uomo che non prende in mano la situazione per me non ha charme».

C’è il cinico-pietista: «Se so che è in condizioni economiche peggiori delle mie, offro. Se no facciamo a metà», la collega che non vorresti mai:«Mi mette a disagio anche solo se mi offrono un caffè». E concluderei con il più confuso: «Frequento da qualche tempo una ragazza con la quale condivido la passione per i ristoranti. Alle prime uscite non le facevo mettere mano al portafoglio per galanteria. Ma che scherziamo? Mica perché mi aspettassi niente. Il problema è che il mio gesto, oltre a procurarmi un’insopportabile ulcera iatale da conto scoperto, ormai si è trasformato in qualcosa di dovuto, al punto che lei non fa più neanche quel falsissimo gesto di cercare il portafoglio nella borsetta firmata. Ora mi chiedo: quando cade in prescrizione l’obbligo di pagare il conto da parte dell’uomo? È giusto che sia sempre io a pagare? Tuo M». Caro M, cambia almeno ristorante.