Chiara e Raoul si sono lasciati. Il bel figaccione dallo sguardo spento e la ragazza normale, ma simpatica, non si amano più.

Il copione può sembrare banale: si amano, figliano, poi lui parte per un lungo viaggio. Di lavoro, ovvio. Prometteva maluccio già il titolo del film: «Immaturi», girato in Grecia. Raoul, tra una posa e un’insalata, incontra l’attrice spagnola Rocio Muñoz Morales. Segni particolari: giovane e bella. Il resto è storia. Marito e moglie si lasciano, per un bel po’ tacciono. Poteva finire tutto qui, qualche titolo, un paio di gallery e invece no.

Si parla già di «feroce guerra legale». Tutta colpa di Raoul, pazzo sconsiderato, che non sa tener la bocca chiusa. Il quarantenne innamorato – ora fidanzato con la giovane e bella – che fa? Un’intervista a Vanity Fair. Si sbilancia, arranca e conquista la copertina – dice lui – per amore dei figli adolescenti: a scuola dicono che il loro papà è gay e lui è preoccupato.

«Se io sono un personaggio pubblico e conosco le regole del gioco, i miei figli non hanno fatto nulla per meritarsi questo trattamento… L’assedio dei fotografi li spaventa… Poi c’è la scuola: i compagni a casa hanno genitori che leggono, ascoltano, e a tavola commentano queste cose, e i figli le sentono, e tornando a scuola le ripetono, con la cattiveria che possono avere i bambini: tuo padre sta male, tuo padre è un ladro, tuo padre divorzia, tuo padre è gay… Se mi vedo costretto a parlare, è per proteggere loro».

E poi continua, si potrebbe dire scavandosi la fossa.

«Chiara e io nel tempo siamo molto cambiati. Il cambiamento a volte unisce e a volte no. Noi due, purtroppo, non ci siamo più capiti… Allora è iniziato un periodo molto lungo in cui ci siamo parlati, ci siamo confrontati. Abbiamo provato in tutti i modi a risolverli, quei problemi, ma purtroppo non è bastato… E alla fine abbiamo deciso di comune accordo, con grandissimo dolore e con grandissima civiltà, di prendere strade diverse. Lo abbiamo fatto perché crediamo troppo al valore della famiglia per tenerla in piedi a qualunque costo, come facciata, senza onestà. È un atto non dico di amore, ma di rispetto per l’amore che c’è stato tra di noi».

Chiara sbotta. Risponde su un altro settimanale, Chi: «Raoul ha violentato la privacy della famiglia e dei figli, che sanno bene come stanno le cose». In estrema sintesi, anche se con un bel giro di parole da ragazza educata, spiega che i suoi figli non sono scemi, sanno molto bene quel che è successo e conclude con un più che mai eloquente: «La separazione, insieme con un doveroso silenzio, sarebbe stato, secondo me, un modo importante per proteggere il nostro patrimonio affettivo. I genitori aiutano i figli a crescere con i fatti e non con le parole, ma soprattutto con l’onestà».

Ha ragione lei. Di lui che dire, è cattivo o solo un po’ ingenuo? No, è un pazzo. Quasi un morto che cammina. La mamma di Chiara non è esattamente una suocera come tante. Lei è la temibile Annamaria Bernardini de Pace, ovvero l’avvocato divorzista più cattivo – e bravo – in circolazione. Raoul non ha scampo. In attesa di poter leggere le nuove interviste di Raoul – «Tutta colpa mia», oppure un più sincero «Me ne potevo stare zitto» – possiamo deliziarci con la prima dichiarazione di mamma Anna:

«Raoul Bova è solo un traditore, e per lui stanno per iniziare tempi molto duri»

Ne siamo sicure.