Sono chiamati “nuovi papà” i padri delle nuove generazioni che si occupano dei figli insieme alle loro compagne. Sono quelli che in qualche modo rappresentano una rottura con il passato, con la figura di padre completamente assorbito dal lavoro che delega quasi interamente la crescita dei figli alla madre.
In quanto “nuovi” hanno ancora qualche insicurezza e, comunque, devono affrontare la diffidenza di mamme, nonni, amici e parenti visto che hanno ancora tutto da dimostrare.

Per cercare di supportarli, dimostrando la massima fiducia nei loro confronti, ho pensato alle 10 cose da non dire mai a un papà, in ordine inverso fino al podio:

10°. Resti a casa da solo con il bambino? Dimostra la massima sfiducia nei confronti del papà, come se non fosse possibile stare da solo a casa con il proprio figlio senza combinare qualche disastro.

9°. I bambini cercano sempre la mamma. E’ normale che un bambino pianga. Se lo fa quando c’è il papà, si pensa che sia perché c’è qualcosa che gli manca.

8°. Una volta che non hai tuo figlio possiamo uscire insieme. A un papà fa piacere andare fuori con il proprio figlio, non bisogna aspettare che sia da solo per proporgli un’uscita.

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7°. Anche stasera fai ancora il baby sitter? Per qualcuno una mamma che si occupa del proprio figlio fa la mamma, un padre che si occupa del proprio figlio fa il baby sitter.

6°. Se i fasciatoi sono solo nei bagni delle donne ci sarà un perché. Non è vero, sempre più spesso anche i bagni degli uomini hanno le stesse facilitazioni per i bambini.

5°. Aspettiamo la mamma? Questa domanda è da evitare da parte del pediatra o della maestra nel caso in cui un papà si presenti per la visita del proprio figlio o per i colloqui.

4°. Riesci a cambiare un pannolino? Non ci vuole una laurea in astrofisica per cambiare un pannolino.

3°. Non mi dire che allatti perché non ci credo. Per allattare un bambino basta un biberon. Un papà può allattare con il biberon utilizzando sia il latte artificiale che quello materno.

2° Finché sono piccoli puoi spassartela, tanto si affezionano da grandi. Il rapporto con il proprio figlio è fatto di conoscenza reciproca e di complicità, si costruisce giorno dopo giorno sin dalla più tenera età. Non esiste un’età minima per iniziare a rapportarsi con i propri figli.

1°. Oggi fai il “mammo”? “Mammo” è in assoluto la parola da evitare con i papà perché ha un valore negativo e viene utilizzata principalmente in senso ironico.