Di pochissimi giorni fa la notizia sull’americano New York Times che le donne negli Stati Uniti sono in aumento come sostegno della famiglia.

Un dato curioso e interessante allo stesso tempo, che vede la madre (4 famiglie su 10)  come unico o principale generatore di reddito nella famiglia. E questo dato è quadruplicato dal 1960 ad oggi.

Certamente questo riflette dinamiche familiari in evoluzione, dove sono le donne a unirsi alla forza lavoro nazionale sempre di più. Moltissime delle madri sono capifamiglia principali e quasi due terzi sono i genitori single.

Le chiamano breadwinner, cioè quelle  che portano il pane a casa.

All’interno di questo gruppo si distinguono due categorie: il 37% (pari a 5,1 milioni) sono donne sposate che guadagnano più dei loro mariti, mentre il 63% (8,6 milioni) sono madri single. Le madri single – divorziate o che decidono di avere un figlio da sole – sono passate dal 7% del 1960 al 25 del 2011.

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Un fenomeno in crescita negli States…e da noi?

Da noi si continuano a sentire notizie che vedono donne e uomini perdere il proprio lavoro, che pensano a riciclarsi o re-inventarsi.

Cosa cambierà negli anni a venire secondo voi in Italia? Verrà rivalutato il talento femminile e/o il merito (femminile o maschile che sia)?

Quel che vedo sempre più è una grande voglia di rimettersi in gioco da parte delle donne e delle mamme, che spesso scommettono su un’idea nuova o un nuovo progetto da sviluppare.

La recessione sta rimescolando le carte e sono certa che da un certo punto di vista porterà a un cambiamento culturale (forzato) che credo ci farà solo un gran bene.