Tutti noi abbiamo seguito le ultime vicende politiche in Egitto, che hanno creato scontri di piazza, violenza e morti.  Un periodo molto teso quello delle ultime settimane per i cittadini egiziani e per le donne che hanno vissuto un’ondata di violenza e di stupri che in questi mesi in silenzio è cresciuta nelle piazze d’Egitto. Ai tempi di Mubarak, più dell’80% delle donne – aveva rivelato un sondaggio pubblicato poco prima della caduta del raìs – in Egitto aveva subito molestie e violenze.

Ora che il nemico non è più Mubarak e la popolazione femminile sentiva di aver fatto progressi nell’ultimo paio di anni, la violenza contro le donne è diventata un’arma politica per piegare una parte della società e le ronde di protezione auto-organizzate non servono a nulla. Quasi cento donne sono state violentate a Piazza Tahrir, in Egitto, durante le manifestazioni degli ultimi giorni. Lo rivela Human Right Watch, che spiega come i casi accertati siano 91, nella più assoluta impunità. Ovviamente questi crimini scoraggiano le donne a partecipare pienamente alla vita pubblica del Paese.

Per evitare altri episodi di violenza i soldati hanno creato un cordone di sicurezza per proteggere le manifestanti da eventuali aggressioni sessuali e molestie. Ma un cordone protettivo non cancella questa vergogna.

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Il vento è cambiato in Egitto… le donne non guardano più al futuro con la forza e la tenacia che avevano 2 anni fa.

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