Il fattaccio

L’idea di una Giornata mondiale contro l’AIDS è nata al Summit mondiale dei Ministri della Sanità sui programmi per la prevenzione dell’AIDS del 1988, poi adottata da governi, organizzazioni internazionali e associazioni di tutto il mondo. L’obiettivo dall’Unaids, il programma delle Nazioni Unite, è «porre fine entro il 2030 alla più grave epidemia che l’uomo abbia mai conosciuto, senza lasciare indietro nessuno».

Che dicono i buoni

Secondo l’Unaids, dall’inizio dell’epidemia più di 30 anni fa, le persone contagiate sono state 78 milioni, 39 milioni i morti per infezioni collegate all’Hiv. Nel mondo più di 35 milioni di persone convivono con il virus, a volte senza esserne a conoscenza: circa 3 milioni sono bambini, più della metà donne, tra le quali l’Hiv è la principale causa di morte in età riproduttiva. Solo il 37 per cento ha accesso ai farmaci antiretrovirali.

Che dicono i cattivi

La cosa più sciocca che si può pensare? Che l’Aids non esiste più. Secondo l’Unaids l’Italia, con oltre 1000 decessi l’anno, è il Paese con la più alta prevalenza di persone affette da Hiv in Europa occidentale. Gli italiani sieropositivi sono circa 140mila, con una percentuale stimata tra il 15 e il 25 per cento di persone che non sono al corrente della propria condizione.

Commenti consigliati per…

Partecipare

Condividere qualche post su Facebook non basta: per aiutare meglio sfoggiare il fiocco rosso per tutto il giorno. Oltretutto è un ottimo spunto per fare conversazione, dal cappuccino al bar fino in ufficio, collega solitamente ostile e musone compreso.

Strafare

Distribuire preservativi a pioggia, dal bar all’ufficio. Controindicazioni? Essere mal interpretato dal collega in ufficio.

Da non perdere!

L’articolo di Mika sul Corriere della Sera.

Che cosa si cinguetta

#WorldAidsDay #vestitiprima #GettingToZero #1stDecember

Pensa positivo. Resta negativo. Usa il preservativo. #WorldAIDSDay #1stDecember