I concerti sono così, compri il biglietto tanti mesi prima e poi arriva quel giorno tanto atteso. Mi ricordo ancora quel freddo giorno di febbraio, quando in attesa del mio turno mi immaginavo come sarebbe stata quella notte di luglio tanto lontana. Per me Cesare Cremonini vuol dire avere 14 anni, quando una sera d’estate in vacanza a Riccione con mio fratello, alla festa di compleanno di Ballo, in cui per caso siamo stati invitati e dove appunto l’ho conosciuto, baciato ed abbracciato. Quel ragazzo con i capelli rossi, il mio “cantante preferito” e quel “oddio non mi sembra vero“. 

E’ stata la notte delle “prime volte“, per me all’Arena di Verona come per Cesare Cremonini che dopo tanti anni di gavetta è riuscito a riempire quel luogo tanto magico. 14.000 persone ad attenderlo per la sua #unanotteinarena. Alle 21.30 si apre lo show sulle note di “Cercando Camilla”…e poi eccolo come una vera rock star cantando  “Il comico (sai che risate)”, e subito dopo “Buonasera Verona, fatevi vedere perché quando incontri l’amore lo vuoi vedere bene in faccia”.

Si sente la sua commozione e le lacrime di gioia. La voce spezzata quando introduce “Padremadre” dedicandola al suo babbo, che a 89 anni era lì in mezzo alla folla per la prima volta ad ascoltare quel figlio che di gavetta ne ha fatta davvero tanta, dai tempi dei capelli rossi di quel lontano 1999 dove tutto ebbe inizio, fino ad ora.

Su “Dicono di me” esplode tutta l’Arena, tutti in piedi a ballare sotto la luna piena, avvolti dalla musica e dalle parole e sul palco quel ragazzo che trasmette davvero tanta energia, ma che si dimostra romantico, “amante dell’amore” sulle note di “Latin Lover“.

E poi quel lungo assolo che permettere a Cesare di sbucare sul palco Reale, in mezzo alla sua gente, e con un pianoforte a coda si fa abbracciare dal pubblico, da quelle persone che non hanno smesso di cantare per un attimo, dagli accendini che illuminano l’Arena e da quelle parole che hanno raccontato chissà quanti dei nostri ricordi. E così da “Due stelle nel cielo” a “Vieni a vedere perché” fino alle più classiche “Vorrei” e “Niente di più” si sente l’emozione di una serata indimenticabile, di quella luna piena  che come ci tiene a dire Cesare: “L’Arena, la luna piena e voi, voglio pensare che questa sia la serata più romantica mai esistita sulla terra”.

E dopo questo “assolo” eccolo tornare sul palco, passando tra la gente, facendosi abbracciare dal pubblico, per regalare “Una come te” lasciano cantare la gente su “una come te, un gatto sopra il letto e un uomo nudo ad aspettare”, e poi ancora “La nuova stella di Broadway” ed una cascata di stelle che illuminano il palco.

Si dimostra il Re della serata, per quella grinta che ha dimostrato, per la sua voglia di regalare una serata indimenticabile, per lasciarsi guardare e far cantare le sue canzoni dalla gente, su quelle note di “I love you” che davvero sembrano fatte apposta per la serata, per quel bis tanto desiderato e per “Un giorno migliore” che regala un gran tuffo nel passato, per tutti gli spettatori all’Arena.

La stessa Arena che sul finale si trasforma in una grande discoteca a cielo aperto, sulle note di “Mondo” prima e poi “Hello” fino alla più classica “50 special”.