Tra le tante notizie del giorno, trovare il fil rouge (anzi pink!) che le lega. Capire che cosa fanno e come la pensano le donne di oggi: le sfide della politica, quelle del lavoro, i picchi di creatività (soprattutto nell’arte contemporanea), le grandi decisioni, le sfide sul tema della conciliazione. Tutto questo – compreso il modo in cui gli uomini reagiscono alle donne degli anni Dieci – ‘Visto d’Amé’…

“Provate a immaginare una terra devastata: lì vedrete uomini agitare penne e fogli per inventare grandi soluzioni, e donne cercare tracce di vita tra le rovine”.

Nel suo «Mentre vi guardo» (Einaudi, pp. 118, 14.50 euro) Madre Ignazia Angelini parla della sua vocazione (a 19 anni, contro il volere del padre), di 50 anni passati in clausura (anche se dopo i lavori in abbazia le grate sono state tolte e mai più rimesse), del mondo esterno (manager disillusi, ragazze madri, catechiste in crisi) che bussa in convento a chiedere conforto. Scrive di uomini «preoccupati di razionalizzare, possedere tramite schemi mentali», e di donne «progressivamente estromesse o marginalizzate nella storia della Chiesa», di «certi errori di prospettiva, come la collocazione della figura femminile, a causa di non so quali equivoci, paure o difese».

E’ convinta: nella Chiesa “qualcosa deve succedere in questo senso, ma forse ancora è presto per vedere”.

Me lo aveva detta poco prima dell’elezione di Papa Francesco. Qualcosa è successo.  Forse, madre Angelini, non è troppo presto per vedere una nuova donna, anche dentro la Chiesa.