Ci sono momenti nella vita di coppia che sono memorabili, e tra questi sicuramente c’è quello di fare un figlio.

Esistono molte coppie che prendono questo evento come una specie di viaggio in cui la destinazione è la loro tenera riproduzione in miniatura e il percorso per ottenerla la parte più divertente di quest’avventura.

Ci sono poi coppie in cui è lei a prendere in mano le redini: qualcosa di frenetico scatta nella mente di alcune donne che, nel momento in cui decidono di dare il via “ai lavori”, entrano in modalità Berserk pianificando con maniacalità feroce, ogni singolo step per attuare il concepimento.

Ora, una donna che vuole assolutamente concepire, mi si farà notare, potrebbe costituire la gioia estrema del proprio compagno, visto che il tutto si traduce in una maratona del sesso sfrenato.

Ed è qui invece che le cose si complicano, per lui ovviamente.

Ormai noi donne conosciamo ogni segreto nascosto dietro il calendario lunare: sappiamo di cicli, di ovulazione, di periodo fertile o meno, per cui se voi maschietti pensate che più si fa e più aumentano le possibilità di fare un bell’erede, avete proprio capito male.

Verrete forniti di calendario con evidenziati giorni e orari di massima fertilità e se per caso il picco ovulatorio capita il giorno del derby, mettetevi il cuore in pace perché la vostra compagna vi darà una caccia spietata fino a che, incaprettati al letto, non ottempererete al vostro dovere.

E se, malauguratamente, vi capitasse di avere “strane” voglie fuori dal periodo fertile, siate consapevoli del fatto che verrete etichettati come “spreconi”, dato che tutte le energie vanno convogliate solo in alcuni momenti topici del mese.

Se al vostro “Buon giorno amore!”, lei risponde con un “Il muco vaginale questa mattina è semitrasparente, consistenza pasta da pizza (elastica)”, sappiate che vi ha incastrato: prima di andare in ufficio sarete reclutati per una sessione di “lavori”. Piacevoli per carità, il problema è quando siete in riunione con il capo e i responsabili del vostro reparto e lei vi chiama per comunicarvi che in cinque minuti vi vuole trovare, braghe calate, nello sgabuzzino delle stampanti.

Se poi annuncia che “la temperatura è 39º”, non vi sta dicendo che ha un febbrone da cavallo o che fuori si schiatta di caldo. Vi sta invece rendendo note le condizioni atmosferiche del suo apparato riproduttore, cosicché possiate prepararvi adeguatamente ad un randevous amoroso.

E fin qui vi potrebbe andare anche bene tutto sommato. OK, si perde leggermente in spontaneità, lo ammetto, visto che i vostri incontri sembrano pianificazioni manageriali degne di un’azienda tedesca.

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I guai cominciano quando a tutto ciò non segue un concepimento. Un anno e mezzo di tentativi a vuoto non è incoraggiante, ma viene comunque considerato normale. Eppure conosco donne che dopo soli due mesi senza risultati sono già in crisi.

Se calendari, termometri e misuratori di densità mucosale non fossero sufficienti, ecco che entrano in gioco cabale, bamboline voodoo (che vi assomigliano in maniera inquietante), ricette rinvigorenti per voi al gusto di cavolo marcio e stimolanti l’ovulazione per lei con un raccapricciante retrogusto d’aglio.

Per avere un figlio si fa di tutto, apparentemente. La cosa che spesso sfugge è che l’ansia di raggiungere l’obiettivo potrebbe portare a effetti collaterali spiacevoli. A parte perdere di romanticismo di coppia, si rischia che lo stress impedisca del tutto il concepimento.

L’ipofertilità alle volte può dipendere da problemi fisici reali, per i quali è necessario un consulto medico specialistico.

Molto più spesso si tratta però di mettere troppa fretta alla natura: i bambini vengono quando vogliono loro, diceva mia nonna, la quale nella sua “ignoranza d’altri tempi” racchiudeva una grande saggezza.

Lei diceva sempre che già in due si forma una famiglia e che, se si è consci di questo, tutto il resto vien da sé.