Negli ultimi 6 anni mi sono ritrovata a gestire un lavoro impegnativo, credo il più impegnativo che ho avuto modo di sperimentare fino ad oggi.

Un lavoro che mi occupa dalle 12 alle 14 ore al giorno, 7 giorni su 7 e praticamente tutti i week end.

Certo, ho affinato negli anni le mie capacità di negoziazione e di gestione delle problematiche sul lavoro e migliorato l’abilità nel “maneggiare” le situazioni inaspettate che richiedono il dover scendere a compromessi. Le “riunioni” possono essere impegnative, ma ho imparato ad ascoltare molto e convincere il mio interlocutore attraverso la comunicazione costante e attenta.
Certo, il bilancio potrebbe essere ancora più positivo, d’altronde è un lavoro duro e le giornate con “effetto sorpresa” sempre in agguato ma, in generale, è una squadra che funziona. Allora perché devo andare a letto la sera preoccupandomi degli eventuali errori e pensando a cosa avrei potuto fare meglio?

Sì, sto parlando di maternità – il ruolo in cui le donne fanno maggior autocritica e si giudicano peggio di quello che in realtà sono. Il lavoro più difficile, nel quale si sente un gran carico di responsabilità che ci porta spesso a chiederci “quello che ho deciso oggi per lui/lei è la cosa giusta?” oppure “se decido questo o quello quale sarà la conseguenza?” In quale altro lavoro ci impegniamo così intensamente, ci sentiamo così responsabili, il tutto senza un centesimo di retribuzione?

Non ci sono trucchi consigliabili in merito alle prestazioni legate alla maternità, è un continuo lavoro di aggiustamenti, compromessi, negoziazioni con il tuo/tuoi bambini e la valutazione della tua performance di Mamma la fai tu stessa quasi ogni giorno facendoti mille domande.
Solo il tempo ci dirà se abbiamo fatto un buon lavoro… sia chiaro, io penso che ogni essere umano abbia caratteristiche sue già alla nascita e che noi adulti si possa adottare un ruolo di “guida di riferimento”; sorrido quando sento genitori che, con totale certezza, dicono che hanno fatto scelte X per poi avere il risultato Y…. Ne siete proprio sicuri? Non so voi ma io ho scombinato tutti i programmi che in famiglia avevano pensato per me….e posso dire? E’ giusto che sia così!

bimbo1

Chi sa come andrà, per il momento sono ancora sul campo di battaglia con le cose semplici di un bimbo di 6 anni (lavati i denti! Fai la pipì e non sporcare il water se no pulisci! Hai rimesso a posto i giochi che hai seminato per casa?) ma so già che il mio “lavoro” diventerà via via più impegnativo. Sgrunt…!

Io, come ripeto spesso, navigo a vista… cerco non prendermi troppo sul serio (e cerco di trasferire al mio giovanotto questo approccio) e vivo il mio rapporto con lui all’insegna del rispetto… perché piccoli o grandi questo è il punto di partenza fondamentale. 😉

Quindi, care Mamme in progress…. buon lavoro a me e a voi !

Raccontatemi come vi sta andando?

www.mammaelavoro.it