Si sa,  la maggior parte di noi ha cambiato negli ultimi anni (complice la crisi!) il modo in cui spende.

Vuoi perché in realtà ci eravamo abituati ad acquistare un po’ di tutto (comprese cose non proprio necessarie), vuoi perché c’è in molti una nuova consapevolezza e si spende con meno leggerezza e in modo più ragionato.

Una delle categorie di spesa sulle quali le donne tendono a non risparmiare sono proprio i loro figli… e sono certa che molte di voi stanno annuendo, non è così?

Per i bambini non si lesina e se proprio si deve si cerca di risparmiare sulle altre cose.

Da quel che emerge dal 1° Rapporto annuale sui comportamenti d’acquisto nella maternità realizzato su un campione di  2000 mamme in tutta Italia con figli da 0 a 36 mesi o in stato interessante, per la prima volta dal dopoguerra le mamme italiane cominciano a risparmiare anche sui prodotti per i bambini da 0 a 36 mesi, i cosiddetti Baby product (prodotti Alimentari, per la Nutrizione e per la Pulizia del bambino).

Questo la dice lunga sull’impatto della crisi che stiamo attraversando: nel 2012 le mamme italiane – sottolinea la ricerca – hanno ridotto gli acquisti per i figli più piccoli del 4,3% rispetto al 2011, facendo registrare al settore un calo pari a 89,3 milioni di euro.

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Tra i prodotti che hanno subito un maggiore calo d’acquisto si riscontra il latte artificiale che le mamme italiane percepiscono come un prodotto facilmente sostituibile con il latte materno o con il latte a lunga conservazione. Seguono gli omogeneizzati e i biscotti.

La famiglia italiana spende meno e/o spende meglio.

Come accennato, da un lato si rinviano il più possibile acquisti superflui e dall’altro si punta a ridurre lo spreco, utilizzando la minor quantità di prodotto possibile.

Il mercato dei prodotti di puericultura e per bimbi 0-36 in generale non era mai stato influenzato dal ciclo economico, ma nel corso del 2012 ha visto l’inversione di tendenza delle mamme che hanno modificato i loro comportamenti in modo significativo.

È così anche per  voi?

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