Sarà il Natale, sarà il freddo, ma in questi giorni si chiacchiera sempre più di coppia, sposalizi e singletudine. Giusto qualche giorno fa il New York Times ha condiviso un bellissimo video sul tema, girato da Paola, una ragazza argentina di 35 anni che si definisce «abbastanza single».

Tutte le sue amiche, una dopo l’altra, si sono sposate. E, dopo poco, sono arrivati i bambini. Lei è un’assistente di regia, una ragazza molto carina che ha una spiccata passione per le riprese, tanto che ha filmato tutti i momenti più importanti della sua vita, fidanzati sbagliati veri o sbagliati che si credevano giusti compresi. Nei suoi vent’anni ha studiato, riso, viaggiato e lavorato. Ma, dice, la libertà ha una data di scadenza.

 

 

Molto interessante la cronistoria dei suoi ex fidanzati, ognuno, anche se per un breve periodo, l’amore della vita: l’appassionato naturista e il ragazzo perfetto, quello che Paula ha portato a un sacco di matrimoni, ma ha lasciato quando si trattava di organizzarne uno con lui.

Si sa, la più temibile delle domande arriva proprio nei giorni di festa. «Allora, quando ti sistemi?». Le reazioni possibili sono le più disparate, dipende dal carattere e da quanto ci si annoia. Se la domanda è fastidiosa, la migliore difesa potrebbe essere proprio l’attacco. Se a porre l’infame questione è un semi-sconosciuto, bisogna reagire al rimbalzo: e tu? Ascoltata la risposta, allora ci vuole la battuta pronta, acida, breve e sussurrata, per non guadagnare l’attenzione di tutta la tavola, ma colpire, affondare e svicolare.

Se invece il commento arriva da una zia insistente o, peggio, dalla ragazza di nostro cugino, meglio non scomporsi, sorridere e mentire spudoratamente. A seconda dell’effetto che si vuole creare, ci sono due possibilità. La più teatrale, che stroncherà subito ogni possibile reazione, è abbassare gli occhi, metter su la faccia più triste del mondo e sussurrare: «E’ volato via». Segue strategica uscita di scena, per poi tornare qualche minuto dopo sfoderando un saggio sorriso. Al malcapitato non resterà che scusarsi, voi potete rassicurarlo mostrandovi sole, ma forti.

Altra soluzione a prova di bomba: millantare. Accennare, se vi riesce mostrare un lieve imbarazzo, che può voler dire “sì qualcuno c’è, in verità. Potrebbe essere lui. Almeno, lui corre, ma io non so. Sono così felice ora, che non voglio far programmi. Anzi, a dir la verità mi aspetta, quindi non vi dispiace se vi lascio presto vero?”

Basta un po’ di fantasia per cavarsi d’impiccio senza doversi confessare davanti al pandoro. Se invece siete irrimediabilmente sincere, allora potete riciclare i pensieri di Paula. Come va a finire? Paula una risposta alla fine la trova, ma non voglio svelarla: è la conclusione più bella.