Bianca, Marini, Rodotà, bianca. Bianca, bianca.  E dopo un bel nulla di fatto, si ricomincia da capo. Non voglio lanciarmi in pronostici azzardati, che tanto non azzeccherei mai mai. Una certezza, mio malgrado, ce l’ho. Il nuovo presidente della Repubblica, sarà tutto, tranne che donna. Non sono così ottimista da sperare in un golpe dell’ultimo minuto a favore di Emma Bonino, che era pur un buon candidato. O meglio, sembrava. Eppure, anche lei, dopo un timido tam tam, è sparita. Scomparsa. Per ricordarla, vi consiglierei di leggere questo bell’articolo del blog Milzeinfuga, “Emma Bonino, raccontiamola giusta”. Nonostante il titolo possa far pensare che si tratti di un pezzo che smonta la Bonino, è tutto il contrario. La rimette a posto pezzo per pezzo.

Mi consola Laura Boldrin, neo presidente eletta dalla Camera in un ultimo sussulto d’orgoglio democratico. Ma non mi basta. Tra le votate, ricordiamo un voto a Veronica Lario. Commenti? Non me ne vengono. Per non parlare di Valeria Marini, facile ironia di un buontempone. C’è anche chi ha deciso di nominare Mara Carfagna, che pur non ha un requisito fondamentale, l’età. Alessandra Mussolini, e poi? Anna Maria Cancellieri, due voti, proprio come il suo – e ancora nostro – premier Monti. Per il Quirinale in rosa, non ci resta che aspettare. E sperare, in fondo dovranno passare altri sette anni, salvo imprevisti. Peccato però. Non sono una fanatica delle quote rose, ma delle novità sì. E in questo panorama che non è uno sforzo descrivere desolante, una gonna e un sorriso potevano convincere se non tutti, tanti sì.

Otto donne e un mistero: Cardinale o Quirinale?