Eccoci ad un altro appuntamento con la rubrica “Noi mamme”. In questa puntata si affronta un argomento alquanto spinoso e sofferto per molti genitori: il sonno dei nostri bambini.

Spesso arrivano in consulenza genitori disperati che non sanno come gestire questo momento della giornata: i bambini si rifiutano di andare a letto, alcuni dormono solo nel lettone, altri si svegliano ripetutamente durante la notte…insomma, in tutti questi casi la pazienza dei genitori viene messa a dura prova!

I bambini vanno “educati” al sonno, non sempre è semplice per un bambino piccolo lasciarsi andare, in preda alla stanchezza, rilassandosi e abbandonandosi al buio chiudendo gli occhi. A volte tutto questo fa paura. In altri casi si sono consolidate abitudini difficili da scardinare, per esempio addormentarsi mentre si è allattati al seno, oppure nel lettone; in altre occasioni ancora i fattori di vita quotidiana incidono sulla serenità del sonno e così appaiono improvvisamente risvegli, incubi, enuresi notturna ecc…

E’ necessario affrontare questo argomento con pazienza e consapevolezza del fatto che, se si vuole, si può uscire da questa fase. Dico SE perché, per molti genitori, può essere piacevole dormire nel lettone con il proprio bambino, per altri risulta più faticoso attivarsi durante la notte che concedere al piccolo la scelta della gestione notturna. In ogni caso, è importante che, qualora si decida di intervenire per cambiare le cose, lo si faccia in un momento definito da entrambi i genitori come quello più sereno per affrontare possibili levatacce, ad esempio vacanze e periodi lavorativi meno stressanti. Poi è bene essere consapevoli che, quando si inizia un metodo, è necessario non tornare indietro!

Una volta chiariti tutti i punti si comincia: per portare il bambino alla consapevolezza che sta arrivando il momento della nanna sarebbe meglio creare una routine che sia sempre la stessa, ad esempio cena-giochi tranquilli- abbassamento di luci e rumori- pigiamino-storia a letto e…buona notte! Attenzione però a non cadere nel tranello “dai ti prego un’altra storia…”: chiarite subito che la routine sarà sempre uguale e le regole sono dettate da mamma e papà, quindi una storia o una canzone o 5 minuti di coccole, ma poi buona notte, e quando si dice buona notte non si parla più! Non è controproducente rimanere all’interno della stanza, ma è importante non avere contatti con il bambino, che sarà sereno del fatto di non essere solo in camera, ma non avrà la possibilità di parlare e temporeggiare. Inoltre, quando è molto piccolo il fatto di non avere contatto fisico e di non essere tenuto in braccio o allattato al seno, permetterà al bambino di attingere da se stesso per la fase di addormentamento.

In questo modo il genitore non vivrà il senso di colpa di aver “abbandonato” il proprio bambino da solo in una camera al buio e il piccolo, con un distacco graduale, imparerà ad addormentarsi da solo. La presenza dell’adulto dovrà essere sempre meno forte, ma qui arriva la parte più difficile… la notte: quando il bambino chiama o si presenta nel lettone, mamma o papà devono riaccompagnarlo nella sua stanza, stare un pochino con lui e spiegargli che ognuno dorme nel suo letto, senza cedere alla tentazione di dormire tutti nel lettone perché troppo stanchi.

Inizialmente sarà più faticoso, ma poi ognuno di voi avrà il suo meritato riposo e il vostro bambino avrà raggiunto un grande traguardo: dormire da solo senza paure né ansie!!