In teoria a tutti i genitori piacerebbe che i propri figli amassero la lettura. A sentir parlare, tutti vorrebbero vedere i propri figli nella cameretta, tranquilli e con un libro tra le mani. Magari perché così si unirebbero due elementi che almeno una volta al giorno sono invocati da ogni genitore: il bambino che svolge un’attività da solo e, soprattutto, un’attività tranquilla che non mette in pericolo né lui né l’arredamento della casa.

Per un bambino un libro è un parallelepipedo di carta. Se lo agiti non fa rumore, se lo spingi non va lontano perché non ha le ruote come le macchinine. Ricordo che quando mia figlia iniziava a esplorare la casa prendeva i miei libri dal primo scaffale della nostra libreria. Le piaceva farne una colonna per poi farla crollare. Libri usati come mattoni da costruzioni.

In realtà un libro può contenere un mondo infinito, fatto di storie, di personaggi, di colori, di cose vere o fantastiche. Ma in questa scoperta un bambino deve essere accompagnato da un adulto. E non solo perché, ovviamente, i bambini piccoli non sanno leggere ma, soprattutto, perché devono imparare ad ascoltare una storia. Saper ascoltare e seguire un racconto non è così semplice come può sembrare a noi adulti.

Sulla base della mia esperienza di genitore, ho individuato alcuni elementi importanti per far avvicinare i bambini alla lettura:
Seguire i tempi del bambino. Non bisogna avere grandi aspettative, ma andare dietro alle risposte del bambino. Per iniziare vanno bene anche solo dieci minuti, sfogliando un libro insieme. Non è obbligatorio rispettare tutta la storia dall’inizio alla fine. Ci vuole allenamento anche per l’attenzione.
Individuare uno tempo e uno spazio dedicati alla lettura. Leggere richiede attenzione, è necessario quindi trovare un momento e un luogo della casa da dedicare alla lettura. Ad esempio, non si può pretendere che il bambino vi ascolti mentre gli leggete una storia nella stessa stanza dove c’è la televisione accesa.
La lettura non deve essere in competizione con altre attività. E’ bene che il bambino percepisca la lettura come una cosa naturale tra le sue tante altre attività, ognuna delle quali ha i suoi tempi e il suo contesto. E’ normale che un bambino si stancherà prima di leggere un libro piuttosto che di stare al parco sullo scivolo o sull’altalena.

Come ultimo suggerimento, può essere utile iniziare a frequentare le biblioteche comunali che, di solito, hanno una zona dedicata ai bambini piccoli con spazi e libri adatti alle diverse età.
Poi verrà naturale ai vostri figli chiedervi “Papà, mi leggi un libro?”

Visto che si avvicina il Natale, tra i tanti regali che riceveranno i nostri figli, prendiamo l’impegno di far trovare sotto l’albero almeno un libro.
Consigli di lettura sul Natale? Nel prossimo articolo.