Hai discusso una tesi di laurea, hai tenuto riunioni importanti di lavoro, hai parlato di fronte a platee gremite e, in alcuni casi, hai affrontato il tuo capo per ottenere un aumento, ma niente ti avrà preparato per il primo colloquio con la maestra del nido di tuo figlio.

Nei tuoi ricordi puoi andare al massimo indietro fino ai racconti dei tuoi genitori di ritorno dall’incontro con gli insegnanti e c’è sempre di mezzo l’impegno nello studio, dalle elementari alle superiori. Un argomento da escludere in partenza. Tuo figlio ancora non sa né leggere né parlare.

Così ci vai pensando di affrontarlo senza problemi, un po’ sottovalutandolo. Se hai avuto tempo e coraggio, hai chiesto a qualche genitore che c’è passato prima di te. Magari buttando lì l’argomento per non sembrare di attribuirgli troppa importanza.

Le maestre ti accolgono con il sorriso, forse perché sanno cosa ti aspetta. Sono loro a condurre il gioco. Primo colloquio del primo figlio. Matricola delle matricole.
L’incontro di solito si svolge nelle classi. Ti invitano ad entrare e a sederti per parlare. Lo scopri d’improvviso, non ti aveva neanche sfiorato il pensiero. Devi sederti su una delle sedie dei bambini. Forse lo fanno per non farti stare troppo comodo, per evitare che ci si perda in chiacchiere inutili.

Tu hai pensato alle classiche domande: “Mangia?”, “Dorme?” e quel “Piange?” che serve per sentirsi più tranquilli.
Le maestre iniziano a parlare con grande competenza e professionalità di argomenti solo apparentemente futili. Hanno una scheda per ogni bambino. Ti rendi conto che le persone che hai davanti sono abituate a stare con i bambini, ne hanno visti e ne vedono decine. Sono le tue alleate nella crescita di tuo figlio. Ti senti più rilassato. D’improvviso dimentichi quelle due o tre cose che volevi chiedere. Sembravano così importanti, ma niente. Ti riprometti che la prossima volta scriverai un foglietto da sbirciare pochi secondi prima di entrare.
Tua moglie interviene, chiede chiarimenti. La senti preparata. Pensi che sicuramente un’altra mamma le avrà dato qualche dritta. Ogni tanto provi a dire qualcosa per dare maggior senso alla tua presenza. Che sì, le cose le sai anche tu. Magari la prossima volta tornerai più preparato.

E scopri che, alla fine del colloquio, quello che dovrà studiare di più sei proprio tu. In fondo, come ogni genitore.