Sarà perché ho giocato con le Barbie per tutta la mia infanzia, e anche un po’ oltre, ma non posso non notare che sì, esistono i giochi da bimbo e da bimba.

Credo che in parte sia assolutamente normale, ma questa divisione tra le due metà del cielo è ormai un po’ superata. Fa un po’ vecchio, ecco. Non si usa più. E chi è più al passo con i tempi della pubblicità? In teoria, nessuno. Un’azienda californiana, la Goldie Box, specializzata in giocattoli ingegnosi, ha realizzato uno spot con un messaggio chiaro: lasciate perdere le principesse e iniziate a usare la testa per qualche cosa di più che metterci sopra una coroncina.

Nel video tre ragazzine annoiate guardano la televisione: tre bimbe vestite di rosa cantano una canzoncina sciocca: «Ragazza carina, ragazza carina che vive in un mondo carino». Così si stufano e decidono di realizzare un complessissimo e divertente meccanismo. La pubblicità, come dichiarato dall’azienda, vuole spingere le ragazze a impegnarsi in attività che di solito sono considerate maschili, come scienza, matematica e la tanto temuta ingegneria.

Anche se cresciute senza spot, per fortuna ingegnere e scienziate non mancano. Come si dice in questi casi, se aiuterà anche solo una bimba a trovare più in fretta la sua strada, ben venga.

La discriminazione, come spesso accade, è negli occhi di chi guarda. O no? La bimba può giocare con tutto, ma il bimbo? Conosco un delizioso bimbetto di sei anni che impazzisce per un peluche rosa, un altro che non si separa mai dalla sua collanina a cuoricini color pastello. E sì, tutti quelli che li guardano pensano che non siano giochi adatti a loro, ve lo posso garantire. Forse la vera parità si raggiungerà solo quando ognuno potrà essere libero di giocare proprio con quel che gli pare, e senza far notizia.