La scuola è iniziata da poco più di dieci giorni e se i bambini sono sopravvissuti al ritorno alla quotidianità, non si può dire lo stesso delle mamme.

Con la scuola ricominciano le perpetue corse contro il tempo e si ripresentano i problemi logistico-organizzativi e gli imprevisti che mettono a dura prova i nervi di noi mamme.

Le fibbie dello zaino di tua figlia che si disintegrano durante la centrifuga in lavatrice, il giorno prima di iniziare la scuola, gli occhiali da vista che sono diventati improvvisamente piccoli e le scarpe da ginnastica troppo strette.

Le attività sportive da incastrare con il catechismo, i compiti e un pomeriggio di gioco con l’amica del cuore… che manco un campione di Tetris…

La coda al semaforo di quartiere che diventa rosso proprio quando stai per raggiungere la linea bianca, i parcheggi selvaggi sul marciapiede, i tre ombrelli che tieni in mano (uno in bocca) quando diluvia e devi fare 500 metri per raggiungere l’ingresso di scuola, il nonno vigile che ti cazzia per il parcheggio selvaggio e, già che c’è, anche per i parcheggi degli altri.

La ressa all’uscita da scuola, i nonni apprensivi che sgomitano per recuperare i nipoti al volo e le mamme che chiacchierano al parco di fronte.

La cena da preparare presto, le bambine che non vogliono lavare i denti perché si sono addormentate sul divano e le zanzare che si rintanano in casa tua per sfuggire al fresco della sera.

E infine la sveglia che suona alle 6:30.

Il vantaggio di passare un’estate da disoccupata è che per tre mesi ti dimentichi della sveglia, ti godi le tue figlie e prendi la vita con più calma.

Lo svantaggio è che a settembre, quando ritorni alla quotidianità, ti ricordi dell’esistenza della sveglia… e che sei ancora disoccupata…