Mercoledì, all’interno della rubrica “Noi Mamme”, abbiamo affrontato un argomento molto complesso, ma purtroppo di grande interesse: separazione e bambini.

Le domande e i dubbi dei genitori sono moltissimi: sarà il momento giusto per dire ai bambini che i loro genitori si stanno separando? Forse è meglio aspettare ancora un po’…

Come e quando dirglielo?

I genitori che affrontano questo faticoso periodo dovrebbero sempre domandarsi come i figli stanno vivendo questo momento di “finte” relazioni, di silenzi, di tensioni e imbarazzi.

I bambini assorbono l’atmosfera emotiva che vivono in casa e avvertono che esiste un problema. Fino a quando non capiscono cosa realmente sta succedendo, si domandano di chi è la colpa di tutta questa tensione e spesso credono di esserne la causa.

Quindi mai dare tempo ai bambini di porsi domande a cui non sanno rispondere, meglio anticipare con sincerità e schiettezza, consapevoli che sarà un argomento difficile da affrontare, ma inevitabile, accogliendo tutte le loro paure e soprattutto la loro rabbia, rassicurandoli che qualsiasi cosa succeda mamma e papà saranno sempre presenti, per sostenerli, comprenderli e soprattutto ascoltarli.

Quali sono segnali più preoccupanti dei bambini che vivono la separazione con difficoltà?

Tutti i bambini soffrono per la separazione dei loro genitori. Chiusura e finta normalità devono preoccupare più dei segnali eclatanti. In ogni caso il dialogo è l’unica strada efficace e percorribile, che permette al bambino di esternare le sue paure, i suoi dubbi e la sua frustrazione. Con questi strumenti si può costruire insieme un percorso verso l’acquisizione di un nuovo equilibrio familiare.

Siate sinceri, ammettete che anche per voi è faticoso da accettare e chiedete al bambino di proporre della soluzioni che lo facciano sentire partecipe nella programmazione della nuova vita familiare (per esempio quali giorni vuole cenare con papà, o chi vuole che lo accompagni a nuoto ecc…). Un altro sforzo necessario richiesto a mamma e papà è quello di non mostrare mai i conflitti con l’ex compagno/a in presenza dei bambini, anzi è importante cercare di collaborare e trovare un piano educativo univoco che faccia sentire i bambini sereni e tranquilli. (So che all’inizio sembrano imprese impossibili, ma vi posso assicurare che ci si può riuscire e, se da soli pensate di non farcela, non abbiate paura di chiedere aiuto, facendovi sostenere e consigliare da personale esperto e competente).

Ricordatevi che riempire di regali i bambini per sopperire al senso di colpa non porta a nessun risultato, la gioia che si vede nei loro occhi è solo momentanea, ma subito dopo ricadono nella frustrazione di sentirsi soli e impotenti, obbligati a subire le conseguenze di una scelta che loro non avrebbero mai preso. In più li si porta a credere che gli oggetti possono acquisire un valore affettivo per comprare la felicità e l’amore delle persone.

E’ necessario essere onesti, ammettere che è un periodo duro e affrontarlo insieme “regalando” tutta la pazienza e accoglienza necessaria: nulla di materiale, ma molto più prezioso di qualsiasi oggetto o giocattolo.

Quando è il momento giusto per presentare un eventuale nuovo partner?

Fino ad ora abbiamo parlato dell’importanza della sincerità, ma non dimentichiamo la fragilità e la sensibilità dei nostri figli. Solo quando si è sicuri che la nuova persona non sia solo un flirt occasionale e solo dopo aver preparato il nuovo compagno/a, raccontandogli tutto delle abitudini e del carattere dei bambini, allora si può trovare il momento giusto per le presentazioni, che devono avvenire senza grandi aspettative e in un contesto semplice, razionando gradualmente la conoscenza.