Si sa, il periodo delle vacanze è periodo di svago, divertimento e relax…ma anche periodo di nuovi propositi per il rientro. Durante il periodo di ferie c’è chi pensa che inizierà con determinazione una dieta (me compresa) e chi si ripromette di rimettersi in forma dedicando tempo ad uno sport o attività fisica rimetta in sesto dopo i peccati di gola dell’estate. Ma c’è anche chi, non particolarmente soddisfatta del proprio lavoro, durante le vacanze trova  tempo e spazio per pensare ad una nuova attività…magari quella a cui pensa da un po’ ma non ha ancora trovato la spinta giusta per intraprendere una nuova avventura e perché no, un attività in proprio, quel sogno nel cassetto  che finalmente si è trovato il coraggio di realizzare.

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Voi direte, chi è così coraggioso e anche un po’ incosciente che decide di partire con una nuova attività in proprio di questi tempi? Le donne in questi anni hanno dato dimostrazione di avere quel coraggio dato da una buona intuizione o dalla grande motivazione a costruire una nuova attività in proprio e i dati ce lo confermano.

Il 16% delle lavoratrici italiane è «autonoma» o imprenditrice. Un record, se si guarda la media europea (10%) o quella di Inghilterra, Francia o Germania, dove le imprenditrici sul totale delle occupate sono tra il 6 e 8%.  E poi c’è il popolo delle partite IVA rosa che cresce costantemente nel nostro paese. Nel 2011 sono nate circa 10mila nuove imprese gestite da donne, localizzate in prevalenza nel Centro Nord. Il tasso di crescita è stato del 10,7% rispetto all’anno precedente contro lo 0,2% registrato dalle imprese maschili.

E’ bene però conoscere bene tutta la burocrazia necessaria per attivarsi in una nuova iniziativa imprenditoriale e lavorare ad un business plan (con l’aiuto di un commercialista o un consulente) per capire meglio quali sono gli investimenti necessari nei primi 2-3 anni e i tempi utili per arrivare al break even point (il punto di pareggio), ovvero il momento in cui  saremo rientrati dell’investimento iniziale e si cominceranno finalmente ad avere utili dalla nostra attività.

Insomma, vietato improvvisare. Il tasso di “mortalità” delle nuove aziende è alto, soprattutto nei primi 12 mesi di vita, è necessario quindi pianificare, avere un budget iniziale che supporti la nostra idea e dei consulenti di fiducia che ci guidino soprattutto nella fase iniziale.

Da non dimenticare: le associazioni di categoria dove  raccogliere informazioni e notizie utili su possibili finanziamenti alle nuove imprese. In Lombardia ad esempio potete trovare il progetto “Start” 2013 che è a disposizione per offrire servizi a chi vuole creare impresa (valutazione dell’idea, corsi di formazione, assistenza per la stesura del business plan) e indica la strada per  cercare di ottenere finanziamenti.

Quindi dicevamo, per molte donne Settembre e il mese dei buoni propositi e per i nuovi progetti… Settembre, cambio vita,  cambio lavoro! Se siete tra queste fatecelo sapere o raccontateci la vostra esperienza.  In bocca al lupo!