Eccola qui, puntuale come l’allergia al polline oggi è la Festa delle Donne! Prima di tutto, auguri a tutte e tutt*!

Per festeggiare, ecco qui piccole grandi storie di donne che grazie alla piattaforma multimediale Change.org hanno dato vita a campagne di mobilitazione online tra le più grandi e virali in Italia. Storie di donne che non si arrendono, che non vogliono arrendersi.

Gloria, di origini colombiane, madre di Cristian, ragazzo nato in Italia e affetto dalla sindrome di Down, ha vinto la sua battaglia affinché venisse riconosciuta la cittadinanza italiana del figlio. “Questa vittoria è un’importante precedente per i prossimi casi come quello di Cristian e per una nuova legge sulla cittadinanza”, ha scritto Gloria agli oltre 29.000 persone che hanno firmato la sua petizione.

Stefania, fondatrice del centro anti-violenza di Tor Bella Monaca, uno dei quartieri più a rischio di Roma, ha lanciato la campagna per chiedere al Sindaco di Roma di non far chiudere il centro e trovare un locale dove poter continuare ad assistere le donne vittime di violenza. “In due anni abbiamo portato avanti un lavoro in condizioni di totale autofinanziamento e autogestione per tutelare soprattutto le donne vittime di violenze”, racconta Stefania. Oltre 46.000 firme raccolte.

Ilaria, 27 anni, è affetta dal linfoma di Hodgkin. Ha lanciato la petizione per chiedere all’ENEL di non realizzare la centrale a carbone di Porto Tolle e ha vinto la sua battaglia.

“Sono cresciuta a Savona, il territorio dove l’ombra nera del carbone aleggia da 40 anni, per via dell’impianto di Vado Ligure. È stato molto difficile combattere contro questa malattia e se mi sono ammalata così giovane deve esserci qualcosa che non va bene nell’aria che ho respirato”, racconta Ilaria. 97.287 firme.

Deborah, una ragazza sorda che insieme al gruppo di ragazzi non udenti riuniti attorno al progetto della prima radio gestita da sordi (Radio Kaos ItaLis), ha lanciato la campagna per il riconoscimento della Lingua dei segni italiana. 76.821 sostenitori.

Daniela, libera professionista a cui a un certo punto è stato diagnosticato un cancro al seno, si è imbattuta in una storia di ordinaria follia amministrativa e che oggi ha raccolto 30.000 firme per chiedere che sia concessa anche ai lavoratori autonomi la possibilità di una malattia dignitosa. “Ho iniziato a informarmi su quali potessero essere gli ‘ammortizzatori sociali’ a cui avevo diritto consapevole che, anche se tutto andava bene, sarei stata fuori gioco per un bel po’”, scrive Daniela.

Marina, madre di un bambino celiaco, ha raccolto oltre 58.000 firme per chiedere l’uso del ticket per celiaci non solo nelle farmacie ma anche nei supermercati. “Insieme alle oltre 58.000 persone che hanno aderito al mio appello chiediamo che venga consentito l’uso del ticket per celiaci erogato dallo Stato non solo nelle farmacie ma anche nei supermercati dove i prodotti per celiaci sono più economici”, dichiara Marina.

Giovanna, Professoressa ordinaria di Storia moderna all’Università di Palermo, ha lanciato la campagna per la candidatura di Malala al Nobel per la Pace, sollecitando Dario Fo a inviare la sua candidatura.

“La storia e il coraggio di Malala hanno ispirato un movimento globale e siamo convinti che Malala non rappresenta solo se stessa, ma parla per tutti coloro ai quali è negata l’istruzione esclusivamente in base al loro sesso”, racconta Giovanna. 301.197 sostenitori.

Maddalena ha 36 anni, mamma di due bambine di 3 e 6 anni. Da quando ne aveva 27 combatte contro la sclerosi multipla. Per lenire il dolore assume per via orale un poco di marijuana e chiede che questa venga legalizzata a fini terapeutici. “La malattia mi fa contrarre i muscoli in maniera pazza, l’utilizzo di Marijuana invece me li rilassa. Trovarla però è difficoltoso e imbarazzante, sono una mamma di 36 anni!”, racconta Maddalena. 46.546 persone hanno aderito al suo appello.

Neris, portatrice di atrofia muscolare spinale, che dopo aver perso la figlia a causa di questa malattia, ha lanciato una petizione affinché venga modificata la legge 40 sulla procreazione assistita, che lo scorso 19 febbraio ha compiuto 10 anni, durante i quali per ben 28 volte sono dovuti intervenire i tribunali sollevando dubbi di legittimità costituzionale sul divieto della legge 40 circa l’accesso alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita per le coppie fertili. L’8 aprile la Consulta dovrà pronunciarsi sui dubbi di legittimità costituzionale. 12.249 firme.

Paola è la madre di Matteo, rigger morto il 5 marzo 2012 a Reggio Calabria, mentre allestiva il palco del concerto di Laura Pausini. Con 83.613 firme chiede che siano finalmente emanate leggi adeguate a tutela degli operai (rigger, scaffolder, facchini, sono tutti “lavoratori invisibili) costretti a svolgere il loro lavoro in condizioni di scarsa sicurezza o addirittura in assenza completa di idonee misure preventive.

Raffaella, madre di Cristian, l’attivista di Greenpeace arrestato in Russia per un’azione di protesta pacifica contro la compagnia Gazprom per la difesa dell’Artico, ha raccolto 138.000 firme per chiedere l’interessamento sul caso del Presidente della Repubblica. “Voglio ringraziare ancora una volta tutti i firmatari della petizione, donne e uomini liberi che hanno contribuito con il loro sostegno a tenere alta l’attenzione sul destino di mio figlio e dei suoi compagni”, scrive Raffaella.

Laura, ex parlamentare, ha lanciato la campagna per chiedere il riconoscimento del cognome materno a cui ha aderito uno schieramento trasversale di parlamentari. Ora la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo condanna esplicitamente l’Italia perché non permettere di scegliere il cognome materno. Una legge sul cognome materno completerebbe la riforma del diritto di famiglia secondo le indicazioni europee. La richiesta di Laura è stata sostenuta da 44.367 persone.