Ho sempre immaginato che, a parte Roma, tutte le città più piccole della Capitale fossero da considerare a misura di bambino. Mi ero sbagliata. Torino, che abbiamo visitato con le migliori intenzioni, è stata un crescendo di delusioni ma anche di soddisfazioni.

Siamo arrivati nel primo pomeriggio e, seguendo le indicazioni fornite dal gestore del B&B dove abbiamo alloggiato – Al Piperita, tra l’altro consigliatissimo! -, siamo andati di filato a poggiare le valigie con la speranza di salire sulla Mole in tempo per il tramonto.

Pensando fosse appunto una città a misura di bambino e avendo visto il profilo del monumento dal tram, abbiamo pensato di essere vicini. Non eravamo distanti ma una bella passeggiata di 40 minuti non ce l’ha tolta nessuno. Ci avevano detto anche che a fianco della Mole avremmo potuto visitare il Museo dei perché. Armati di intenzioni e buoni propositi, ci siamo lanciati verso il centro.

Cosa abbiamo voluto evitare

Avendo un bambino di 2 e uno di 5 anni, abbiamo coscientemente evitato il Museo Egizio e il Museo del Cinema che forse per il grande sarebbero stati anche interessanti, ma poco interattivi e non pensati propriamente per i piccoli.

Cosa avremmo voluto vedere

Avremmo voluto vedere il Museo dei Perché e quello del Risparmio anche se – come ci ha detto un signore sul tram – “non l’è mica là che danno i soldi”. Avremmo voluto partecipare a un laboratorio su Pinocchio al Borgo Medievale del Parco del Valentino e magari fare una scappata al cimitero monumentale per rendere omaggio al Grande Torino.

Cosa abbiamo visto (ma non ci è piaciuto)

Avevamo rintontito i bambini sulla Mole invitandoli a scoprire l’altezza esatta del monumento e li avevamo provati a coinvolgere spiegando loro che Torino è stata la prima capitale d’Italia e la residenza prediletta dei re che, dal momento che non volevano assolutamente bagnarsi, avevano fatto costruire più di 10 chilometri di porticati per passeggiare in libertà.

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La regalità torinese non si discute e passeggiare sotto i portici è davvero gradevole. Peccato per la Mole: abbiamo chiesto il costo dell’ascensore e abbiamo chiesto se vi fosse una guida. Dopo una risposta affermativa abbiamo pagato 7 euro ciascuno (noi adulti) per capire a posteriori che la guida era soltanto il tipo che ci ha accompagnato nell’ascesa sulla punta del monumento dove siamo arrivati con il buio, incapaci di distinguere gli elementi cruciali della città.

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Insomma, se proprio dovessimo consigliarla a chi ha i bambini al seguito, diremmo di salirci su di giorno e a fine vacanza. All’uscita dalla Mole abbiamo fatto un passaggio al Museo dei Perché scoprendo che è aperto soltanto di giorno e soltanto per le scuole. Poveri privati illusi!

Cosa abbiamo visto (e ci è piaciuto tantissimo)

Il secondo giorno, con un bel viaggio di 30 minuti sui mezzi pubblici, siamo arrivati al Museo dell’Automobile. Un posto spettacolare, per i grandi ma soprattutto per i piccoli. Attrezzato con tanti punti interattivi, esplicativo e divertente, spiega non soltanto l’evoluzione dei trasporti, della ruota e del motore, ma riesce a far capire come tante “vecchie” invenzioni (facciamo l’esempio della macchina a energia solare o di quella elettrica) non siano seguite soltanto per motivi “politici”. Magari ai bambini più grandicelli questo messaggio arriva, ma anche i più piccoli restano a bocca aperta guardando i prototipi di macchine da corsa alla fine di un viaggio che li ha condotti dalle carrozze trainate dai cavalli, fino ai limiti di velocità più estremi.

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All’uscita del museo, panini alla mano, abbiamo fatto la nostra escursione nel Parco del Valentino, dove non sono state le attrazioni del borgo medievale a colpirci (anche perché le attività a tema Pinocchio erano limitate al fine settimana) ma la presenza di tantissimi scoiattoli selvatici che ci venivano incontro per sapere se avevano delle noccioline per loro.

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I bambini, che gli scoiattoli li avevano sempre visti nei cartoni animati o sui libri cartonati, sono stati piacevolmente sorpresi dagli incontri ravvicinati. Iperconsigliata la passeggiata su questo angolo di paradiso situato proprio di fianco al Po. Una signora ci ha detto che i più fortunati possono incontrare anche le nutrie (delle specie di pantegane tipiche di questo posto) ma noi siamo felici di essere una famiglia di “sfigati”.

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