Tra le molte e varie iniziative dedicate a celebrare la «Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne», mi è caduto l’occhio su questo originale e profondo calendario della modella ungherese Kyra Kole – ai tempi ballerina di «Ciao Darwin» – e da Bruno Olivieri.Il titolo dell’articolo del Messaggero recita: «Kyra, da Ciao Darwin a un calendari senza veli contro la violenza sulle donne». Come possono una serie di scatti banali celebrare una data scelta in ricordo delle tre sorelle Mirabal, assassinate dal regime di Rafael Leònidas Trujillo, dittatore della Repubblica Dominicana fino agli anni Sessanta? Mistero.

Nelle tre righe a corredo di Kyra a quattro zampe non dice nient’altro. Credo che almeno, come si dice in questi casi, il ricavato andrà a un’associazione che si occupa delle donne vittime di violenza. Bruno Olivieri, se ci stai leggendo illuminaci. Buone o cattive intenzioni a parte, trovo che mettersi nuda a quattro zampe per le donne non sia una grande idea. Oggi si parla di femminicidio, di violenza, sessuale e non. Di sevizie dai contorni sfumati, difficili da descrivere e da sconfiggere. Delle baby squillo dei Parioli. Per tanti innocenti, per qualcuno no, ma tutte vittime. Poco più che fantocci del sesso per uomini squallidi.

Io sono stufa di vedere donne a quattro zampe con il culo per aria, dappertutto. Ma possibile che per vendere uno shampoo, una macchina e una passata di pomodoro, bisogna usare una donna nuda con sguardo ammiccante? Ma una donna con pantaloncini e felpa da casa, un po’ bruttona  Una normale, che poi si fa lo shampoo, indossa un abito meraviglioso anche se non taglia 38, sale su un super macchinone e fa la sua porca figura. Tutto quel che vi pare, ma  con le mutande. Creativi e pubblicitari, un po’ di fantasia. Imprenditori e imprenditrici, un po’ di classe. Donne dal profilo con sguardo voglioso e biancheria intima, per favore basta. Son sicura che un uomo proverà per voi lo stesso desiderio anche se, almeno via web, non siete la rappresentazione iconica della belva da letto.

Per celebrare la giornata contro la violenza delle donne, credo che invece di sfogliare il calendario di Kyra sarebbe buona cosa riguardare «Il Corpo delle donne». Non bisogna illudersi che l’impero del culo al vento non avrà conseguenze. Se ancora non siete convinti, vi racconto una storia. Un paio di mesi fa in una tipica città in crisi della provincia italiana, un gruppo di ragazzine di nemmeno quindici anni decise di creare una chat su WhatsApp con un tema semplice, ma destinato a diventare virale: autoscatti senza veli.

Un brutto giorno un paio di ragazze litigarono. Avete capito come va a finire vero? A tutto il loro liceo, professori e preside compresi, poi ai ragazzi delle scuole vicine, poi agli amici di amici e di amici e di altri amici ancora, fu concesso il privilegio di vederle, salvarle e condividerle ancora. Così tutte vissero il resto della loro vita sapendo che un numero variabile di persone nel mondo conservava il ricordo eterno della loro sessualità spiccata.

I dettagli sono ancor più squallidi, ma li risparmio, per non coltivare il mito del gruppo delle – cito – «99zoccole», dove il numero sta per l’anno di nascita, il 1999. Sarà oggi il giorno giusto per iniziare a preoccuparsi?