Cosa è stato fatto nel 2012 per le donne? UN Women, l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata alla tutela dell’universo femminile, scandisce in una timeline i momenti più significativi del 2012. Scorrere una scheda dopo l’altra, indugiando tra video e immagini, è un buon modo per non dimenticare. E festeggiare i traguardi raggiunti.

A gennaio il governo colombiano ha approvato la Victims Law, una legge che tutela le vittime della guerra civile che per 50 anni ha martoriato il paese. Alle vittime di violenza sessuale è garantita assistenza psicologica e il gratuito patrocinio. Qualche click più avanti c’è il piccolo primato della Turchia, il primo paese a ratificare la convenzione internazionale dell’ONU per la prevenzione delle violenze domestiche.

Buone notizie anche in Algeria, dal maggio scorso il primo paese arabo a poter vantare più del 30 per cento di parlamentari donne. Segue il Senegal, dove dal luglio scorso il numero delle donne in Parlamento è raddoppiato, raggiungendo un ottimo 43 per cento. E per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, tutti gli eventi sportivi di Londra 2012 hanno coinvolto sia uomini che donne.

Una timeline da sfogliare e condividere. Che si chiude con la fondazione dedicata all’educazione delle ragazze intitolata a Malala Yousafzai, una giovane pakistana famosa per un testo contro la violenza ripreso dalla stampa internazionale e ferita gravemente nel mese di ottobre da un fanatico talebano. E con la convenzione dell’ONU del 20 dicembre che vieta le mutilazioni genitali femminili.

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