Il nostro viaggio nel Nord Italia, di cui vi abbiamo già proposto la prima tappa, quella che ci ha portato nella Regale Torino, è andato avanti con una visita alle città di Venezia e Padova. La nostra casa base (davvero una casa, avendo potuto usufruire dell’ospitalità di un’amica) è stata a Padova, da cui ci siamo mossi per fare un salto a Venezia.

Appassionati di rugby quali siamo, come prima cosa abbiamo visitato lo stadio del Petrarca Padova, la società che ha dato a questo magnifico sport atleti del calibro dei fratelli Bergamasco. Abbiamo visitato due volte lo stadio nella speranza che, al mattino, essendo previsto un evento del settore giovanile, fosse aperto anche lo store per l’acquisto della maglietta ufficiale della squadra.

Niente da fare, dopo una seconda colazione nella club house padovana ci siamo trasferiti a Venezia.

La Serenissima è a misura di bambini?

È questa la domanda cui dobbiamo rispondere ogni volta che ci muoviamo con i Bambini al seguito. Purtroppo anche nel caso di Venezia la risposta è negativa. Almeno dal punto di vista logistico.

Al di là della complessità nel trovare un parcheggio a poco prezzo (quelli più economici sono anche molto lontani) abbiamo trovato molto scomoda la percorrenza della città con un passeggino. Molte le scale e praticamente assenti gli scivoli per disabili e bambini.

venezia canali

La tentazione è quella di tornare indietro dopo aver superato il primo ponte nei pressi della stazione Santa Lucia, ma il fascino di questa città, con i suoi canali, l’odore inconfondibile e la possibilità di scoprire piazze e scorci a ogni svolta è una calamita per l’attenzione di grandi e piccini. E allora anche i problemi logistici si superano e, con l’aiuto di un’amica, di un uomo o di un semplice passante, arrivare a piazza Venezia diventa piacevole.

venezia

I nostri bambini sono stati strepitosi: nonostante il percorso fosse lungo dalla stazione a piazza San Marco, non hanno protestato ma si sono fatti assorbire completamente dal fascino della Laguna, dalle ambulanze acquatiche, dalle gondole, dai simboli e dai colori di una città dove il Carnevale è presente in ogni stagione.

Opportunamente preparati sulle maschere tipicamente veneziane, hanno accettato di acquistarne un paio mute, da trasformare poi a piacere una volta arrivati a casa. Hanno ascoltato estasiati quel che avevano da dire gli adulti sull’acqua alta, su piazza San Marco, sul volo dell’Angelo e anche sulla ragazza morta negli attentati di Parigi.

Dettagli (ma non troppo) logistici da tenere a mente

L’idea che una volta arrivati a piazza San Marco, per mangiare, si dovesse camminare almeno per 20 minuti al contrario, li ha straniti un po’. Soltanto un po’ di frutta che avevamo portato con noi è riuscita a ricaricarli a dovere per quella camminata verso il pranzo al fast food. Niente di veneziano, niente aperitivo, soltanto un panino al volo al riparo (neanche troppo) dai fastidiosi piccioni lacunari.

venezia san marco

E anche questa è fatta! Non avevamo grandi ambizioni, volevamo soltanto passeggiare, sapendo che a Venezia la domenica molti musei sono chiusi. Il tempo clemente ci ha convinto che restare all’aria aperta e assorbire l’umidità senza subire il vento, fosse la cosa più buona e giusta per questo faticosetto mordi e fuggi!