Il nostro viaggio nel mondo del Femminismo online non può che partire dal blog Femminismo a Sud, storie di egemonie culturali e pretese uguaglianze.


E’ un super contenitore sempre aggiornato, con così tanti spunti che ci si può quasi perdere. Non piacerà a tutti, né a tutte: la scrittura a volte è un po’ prolissa, ci vuole un po’ di confidenza con un linguaggio che mi permetterei di definire vagamente vetero, ma qua e là capitano post che, se non vi faranno riflettere, sicuramente sanno incuriosire. Ben scritti, per di più. A me piace, anche solo per la presentazione: «Questo è un blog antisessista, antifascista, antirazzista, antispecista e non addomesticabile». Per chi avesse ancora qualche dubbio.

Oltre a mailing list, consigli di lettura “di genere“, progetti, raccolte firme, proposte e iniziative – c’è davvero da perdersi, l’imbarazzo sta solo nella scelta – può essere assai divertente avventurarsi in un viaggio nella ricchissima categoria dei blog dedicati a Femminismi e attivismi. Non è propriamente un argomento di moda, del femminismo se ne è persa traccia e cognizione, il tasso di mortalità dei blog è altissimo, ma val comunque la pena di tentare, anche solo perché qualcuno ha un nome così accattivante che non si può dir di no.

Se si va sul facile, si può iniziare con una sfilza di AcrobateArrabbiateDegenerateFacinorosseClitor(i)deeMaleficheRibellule. Purtroppo, nonostante le premesse più che promettenti, non tutti sono ancora in vita: i blog più aggiornati sono anche i più politicamente schierati, mentre quelli più puri – donne che scrivono per donne per intenderci – fanno un po’ più fatica a sopravvivere. Ma non scoraggiamoci. SexWorker è un portale – in inglese – dedicato ai lavoratori del sesso, in senso assai ampio. Sguardi sui generis, invece, è un portale nato all’Università di Torino, vivo, ma non vivissimo, peccato. Per le appassionate di fotografia alla ricerca di nuove rappresentazioni delle identità di gente, c’è Gender PhotoZardinsmagnetics è invece una trasmissione radio condotta da una parte del collettivo del centro sociale autogestito di Udine. Tra i più costruiti e vissuti Al di là del buco, crudo ma d’effetto. A giudicare dai post le autrici sono le stesse di Femminismo a Sud.

Tra i nomi geniali, vi segnalo Meno e PausaQuelle che non ci stanno e Vagine Volanti, che purtroppo ha chiuso i battenti già nel 2008, speriamo siano atterrate bene. Vincitore assoluto della categoria, anche solo per il nome – e nemmeno i contenuti non solo male – Vengo Prima. In sole due parole, un manifesto.

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