Le vacanze invernali sono finite. Purtroppo tutto è tornato alla normalità e abbiamo ripreso il solito tran-tran.

Del Natale ci rimangono la ciccia sulla pancia, la cellulite sui fianchi e per fortuna anche i regali che hanno fatto felici i nostri figli.

A proposito, i vostri bambini cos’hanno trovato sotto l’albero?

Sembra che anche quest’anno Playstation, Wii, Xbox e tablet, con rispettivi videogiochi e app, siano stati tra i regali più richiesti. Qualcuno è stato accontentato, anche da parenti e amici, ma non tutti i genitori hanno gradito per via dei pregiudizi che si hanno su questo tipo di passatempo.

Alcuni genitori, infatti, sono assolutamente contrari ai videogiochi perché li ritengono diseducativi e temono che possano generare nei bambini disturbi della personalità, comportamenti antisociali e sedentarietà.

Inoltre, è opinione diffusa che i videogames dai contenuti violenti inducano i videogiocatori a comportamenti aggressivi e che li rendano quasi incapaci di distinguere il gioco dalla realtà.

Sotto accusa anche i tablet, perché, anche se non fanno vivere esperienze di realtà virtuali ai livelli dei più tradizionali videogames, propongono un’infinità di app in grado di tenere gli occhi dei bambini fissi sullo schermo per ore, esponendoli comunque al rischio di dipendenza, di isolamento e anche di disturbi visivi.

Molti credono che la soluzione sia vietare ai propri figli l’utilizzo di qualunque tipo di strumento elettronico, ma personalmente credo che sia più corretto educarli ad un uso intelligente, responsabile e moderato.

Spesso le paure di noi genitori sono dovute alla scarsa conoscenza che abbiamo della tecnologia e alla mancanza di tempo per sorvegliare i bambini mentre utilizzano i diversi dispositivi.

Ma se provassimo ad approfondire le nostre conoscenze, scopriremmo che ogni videogames si rivolge a una fascia d’età ben precisa, quindi dovremmo essere noi a scegliere il gioco più adatto ai nostri figli, al loro carattere e alla loro emotività. Inoltre, potremmo provare qualche volta a giocare con loro, per non lasciarli in solitudine, ma anche per valutare le loro reazioni e i loro comportamenti.

Non dovremmo generalizzare, anche perché ci sono videogiochi e… videogiochi. Non esistono solo quelli dai contenuti violenti. Il mercato offre anche la possibilità di ballare sulle note dei One Directions, di provare l’entusiasmo per uno strike a bowling o di aiutare Rapunzel a raggiungere il Regno Incantato.

Per quanto riguarda i tablet, ci sono numerose app a scopo educativo, per imparare le lingue o esercitarsi in matematica e in logica. Altre sono state studiate per stimolare la creatività dei più piccini. Per esempio, avete mai sentito parlare di Tale of Tales o Facciamo?

Credo che il vero problema non sia l’utilizzo dei videogames o dei tablet, ma che troppo spesso i bambini giochino solo con quelli, preferendoli ad altre attività. Noi genitori dovremmo quindi intervenire ponendo dei limiti sul tempo di utilizzo, concedendo loro di giocare per massimo un paio d’ore al giorno e prevedendo delle pause. Per esempio, se si gioca con mamma, papà o un amico, si potrebbe giocare a turno per far riposare occhi e mente.

Infine è fondamentale che i videogiochi vengano alternati ad altre attività e che i bambini non rinuncino a fare sport, a giocare al parco o a fare un giro in bicicletta con gli amichetti.

Voi cosa ne pensate? Siete pro o contro?