Ho voluto affrontare questo argomento perché riflettevo sulla vicenda che ieri ha visto Massimo di Cataldo denunciato per violenze dalla compagna che dice di aver subito abusi dal cantante e ha deciso di pubblicare le foto del suo viso deturpato dalle botte.

Non voglio entrare in merito alla vicenda, questo caso ha fatto solo più scalpore per il nome dell’uomo in questione, ma sappiamo benissimo che i casi di violenza domestica sono moltissimi, e spesso in famiglia vivono e assorbono violenza dei bambini. Spesso non viene valorizzato abbastanza questo aspetto, ma la tutela dei minori è una responsabilità che ci riguarda tutti.

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Non sempre i bambini sono oggetto di violenza diretta da parte del genitore, ma è inutile sottolineare che vivere in una casa dove la mamma viene picchiata dal papà crea degli squilibri interiori che graveranno sulla serenità e crescita del bambino. La gestione della rabbia, la fiducia negli adulti, la concezione di giusto e sbagliato…. Sono tutti concetti che per un bambino che vive una situazione di violenza sono difficili da acquisire.

Nel mio lavoro ho dovuto spesso affrontare situazioni di violenza domestica e vi posso assicurare che qualsiasi sia l’età del bambino, è difficile riportarlo ad uno stato di serenità e spensieratezza, la sua fiducia negli adulti è spesso compromessa, la rabbia interiore che alcune volte viene dimostrata con aggressività e altre con totale chiusura rendono il bambino triste e distante.

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E’ compito di ogni adulto, coinvolto o meno in vicende simili, fare di tutto per tutelare i bambini e la loro incolumità, la legge italiana ci obbliga alla segnalazione qualora s venisse a conoscenza di atti di violenze su minori, non sempre ci sono segni visibili sul corpo del bambino, non è detto che certe situazioni si creino in condizione di indigenza economica e degrado, anche l’incuria e la trascuratezza sono sinonimo di violenza, insomma apriamo gli occhi i bambini vanno protetti e amati, anche la riservatezza delle vicende che li riguardano è segno di rispetto del loro dolore. Mettere in rete delle foto con il viso segnato dalle botte come ha deciso di fare la compagna del cantante Di Cataldo, alimenta inevitabilmente un dolore forte e intenso.

Quindi mi chiedo denunciare? Si sempre!

Pubblicizzare il dolore? Non è utile a chi lo sta vivendo…